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Incidenti stradali: cala in Italia in numero di sinistri

Cala in Italia il numero degli incidenti, sale invece, fortunatamente di poco, l’indice di mortalità. A causa della crisi ci si sposta di meno, facendo contestualmente registrare anche un abbassamento del numero di incidenti. L’obiettivo per il 2020 è di dimezzare il numero dei morti, la cui media europea è di 51 per milione di abitanti

Incidenti stradali: cala in Italia in numero di sinistri
Meno sinistri, ma i premi rimangono alti
Dimezzare il numero dei morti sulle strade e ridurre quello dei feriti gravi entro il 2020: questo il Programma europeo di azione per la sicurezza stradale 2011-2020. Tra i Paesi dell'UE, le stime preliminari dei tassi di mortalità (per milione di abitanti e calcolati come rapporto tra il numero dei morti in incidente stradale e la popolazione residente), variano tra i 26 morti per milione di abitanti di Malta, i 28 della Svezia, i 91 della Romania e i 106 della Lettonia. La media europea si aggira intorno ai 51 morti annui per milione di abitanti, mentre nel nostro paese l’indice, sempre riferito per il 2014, tocca quota 55. In particolare, sulla base di una stima preliminare condotta da Aci e Istat, durante l’anno appena trascorso in Italia si sono verificati 174.400 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero dei morti, entro il trentesimo giorno, è pari a 3.330, mentre i feriti ammontano a 248.200. Teoricamente, ciò significa “buone notizie”, poiché rispetto al 2013 si riscontra una diminuzione del 3,7% del numero degli incidenti con lesioni, dell’ 1,6% del numero dei morti e del 3,5% per quanto riguarda il numero dei feriti. Tuttavia, l’indice di mortalità, quello cioè calcolato come rapporto tra il numero dei morti e il numero degli incidenti con lesioni moltiplicato 100, sale, seppur lievemente, a 1,91, contro l’1,87 del 2013.
I dati, dunque, parlano chiaro: a calare non è tanto l’indice di mortalità, quanto il numero di sinistri registrati; la spiegazione è semplice: la recessione economica ha infatti portato con sé una notevole riduzione degli spostamenti, abbassando contestualmente anche il numero degli incidenti in tutta Italia. Buona notizia, ma fino a un certo punto: data la diminuzione dei sinistri, chi dovesse sperare, o quantomeno auspicare, anche a un abbassamento dei premi assicurativi, resterebbe infatti deluso nell’apprendere che, dati alla mano, salvo eccezionali abbassamenti delle polizze RCA, le assicurazioni si mantengono praticamente indifferenti al dato sopra citato e, senza dubbio, sopra la media europea per quanto riguarda il costo delle polizze.

 



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