Guruma 1000 RR: superbike cinese con la super elettronica. Ma è vera?
Presentata a Shanghai, la nuova mille da 150 CV ha un’aspetto familiare, una scheda tecnica tradizionale ma una tecnologia quasi fantascientifica. Radar a onde millimetriche, telecamere a 360°, IMU a sei assi ed altro ancora. Restano però dubbi su un progetto ancora tutto da verificare…
Una copia di una copia?
Si chiama Guruma 1000 RR ed è la prima superbike di un nuovo marchio legato al gruppo cinese Fengxun. Quando è stata mostrata pochi giorni fa all’Appliance and Electronics World Expo di Shanghai sembrava però di averla già vista da qualche altra parte. Evidentissima la “somiglianza” con la SRK 1051 RR di QJMotor, modello che a sua volta si “ispira” alle linee sportive disegnate da MV Agusta. Vabbè, lo sappiamo, da questo punto di vista i cinesi non brillano per originalità, ma sotto le affilate carene cosa si nasconde?
Motore e prestazioni: niente sorprese
Spiace deludere, ma anche dal punto di vista tecnico non emergono particolarità degne di nota. I numeri sono quelli tipici di una mille di fascia media, con un quattro cilindri in linea di 1.051 cm³ e circa 150 CV dichiarati per una velocità massima nell’ordine dei 260 km/h. Niente male, intendiamoci, ma comunque in linea con altre sportive dello stesso livello, senza particolari elementi distintivi. Il vero punto su cui la Guruma insiste è un altro.
Sensori, radar e “visione” a 360 gradi
Qui sta la differenza. La 1000 RR punta su un pacchetto elettronico molto più spinto rispetto alla media. A bordo ci sono IMU a sei assi, radar a onde millimetriche e telecamere anteriori e posteriori che, insieme, creano un sistema capace di monitorare l’ambiente circostante a 360 gradi, con funzioni come rilevamento dell’angolo cieco, il controllo degli ostacoli e l’analisi della strada in tempo reale. Non solo, perchè da quanto dichiarato sembra anche che la Guruma sia in grado di anticipare curve e variazioni di aderenza. Cosa che, è bene sottolinearlo, rimane tutta da dimostrare.
Più domande che certezze
Ma i dubbi non riguardano solo le funzioni dichiarate. Ache il materiale diffuso lascia perplessi: le immagini sembrano render o elaborazioni digitali, più che foto di un modello definitivo. Alla fiera era sì presente una moto reale, ma non è chiaro se si tratti di un esemplare funzionante o di un semplice prototipo. Mancano inoltre informazioni su prezzo, tempi di produzione e disponibilità. Insomma, ad oggi, la Guruma 1000 RR appare più come un concept evoluto che come una moto pronta per il mercato. L’idea d’altra parte è chiara: spingere sempre di più sull’elettronica, andando oltre i classici controlli di trazione e ABS evoluti. Forse lì i cinesi possono davvero distinguersi. Chiaro, resta anche da capire quanto questa direzione sia davvero in linea con le aspettative dei motociclisti, soprattutto in un segmento dove il rapporto diretto con la moto è ancora (ma sempre meno, va ammesso) “importante”.
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