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Guida autonoma e cyber attacchi: l'ENISA evidenzia alcuni rischi per la sicurezza

Il recente rapporto pubblicato dall’Agenzia dell’Unione Europea per la Cybersecurity sottolinea il rischio di “cyber attacchi" che potrebbero minare la sicurezza dei dispositivi. In fatto di guida autonoma, la strada, benché segnata, è ancora molto lunga…

Guida autonoma e cyber attacchi: l'ENISA evidenzia alcuni rischi per la sicurezza
Guida autonoma
Complice l’evoluzione compiuta negli ultimi anni dai sistemi informatici, la guida autonoma è, ad oggi, tutt’altro che un miraggio. Certo, di strada da fare ce n’è ancora parecchia ed i rischi per circolazione urbana ancora numerosi. A sollevare, di nuovo, la questione sicurezza è questa volta niente meno che ENISA (Agenzia dell’Unione Europea per la Cybersecurity), il cui ultimo report sembrerebbe in particolare evidenziare i rischi di “attacchi esterni”. Secondo l’Agenzia, in pratica, i sistemi di guida autonoma potrebbero essere in qualche modo “manomessi” da fattori esterni, con conseguente compromissione dei sensori di guida e, quindi, della loro reale capacità di interpretare segnali e comportamenti degli altri veicoli circolanti. Rischi che, è facile intuirlo, potrebbero avere conseguenze molto serie per la sicurezza di tutti gli utenti, specialmente per i motociclisti.  La soluzione, tutt’altro che sufficiente, andrebbe in primis rintracciata in continue, costanti e approfondite revisioni del sistema di guida stesso. “È importante che le normative europee garantiscano che i vantaggi della guida autonoma non siano controbilanciati da rischi per la sicurezza”, spiega in proposito il Direttore generale del Joint Research Center della Commissione Europea Stephen Quest. “Il nostro rapporto mira ad aumentare la comprensione delle tecniche di intelligenza artificiale utilizzate per la guida autonoma e dei rischi per la sicurezza informatica ad esse connesse, in modo che possano essere adottate misure per garantire la sicurezza dell'IA nella guida autonoma”.
Insomma, lo ripetiamo: la strada verso veicoli connessi in grado di riconoscere potenziali pericoli e autogestirsi sulla carreggiata (i radar oggi presenti anche su numerose moto ne sono un “primitivo” esempio) è ormai segnata, ma prima di raggiungere la meta vi è ancora molto su cui lavorare. Ciò che è certo è che progettisti, ingegneri e costruttori non rimarranno di qui ai prossimi anni con le mani in mano…

 



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