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Fase 3 - spostamenti tra regioni e in città: le faq per muoversi in moto

Via libera alla circolazione in tutta Italia, dal 3 giugno ci si può liberamente spostare da una regione all’altra senza autocertificazione. Rimangono comunque in vigore alcune regole valide per tutti. Alcune regioni hanno inoltre annunciato controlli e tamponi per chi arriva da fuori. Facciamo il punto sulla situazione

Fase 3 - spostamenti tra regioni e in città: le faq per muoversi in moto
Spostamenti tra regioni
Con il 3 giugno abbiamo finalmente salutato l’autocertificazione: da oggi ci si può muovere in tutto il paese senza dover in alcun modo giustificare lo spostamento. Si può andare a trovare un amico o un parente, raggiungere la seconda casa oppure partire per le vacanze. Tuttavia permangono alcune regole fondamentali valide per tutti e, come promesso - o minacciato - dagli stessi presidenti, alcune regioni hanno anche imposto regole più rigide per quanto riguarda in particolare i viaggiatori provenienti "dall'esterno" Facciamo chiarezza riguardo ciò che si può e non si può fare.

Per spostarsi sono necessari l’autocertificazione o documenti particolari?

No, ci si può spostare liberamente da una regione all’altra senza autocertificazione o altri documenti "speciali".

Occorre avere l’app immuni?
L’app immuni non è obbligatoria, ma solo consigliata. Pertanto, non occorre scaricarla o utilizzarla.

Si può viaggiare in due in moto?
Attualmente, non potendo rispettare la distanza fisica di un metro, si può viaggiare in due in moto solo se congiunti. La poca chiarezza del decreto riguardante gli spostamenti in moto potrebbe lasciare aperture di "interpretazione" alle varie Regioni. Ad oggi, però, solo la Liguria di Giovanni Toti si è discostata da questa regola, consentendo la possibilità di muoversi in due, anche non congiunti, a patto di indossare un casco integrale oppure un casco aperto con mascherina.

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Distanziamento e altre regole, è cambiato qualcosa?
La mascherina rimane obbligatoria negli spazi al chiuso (tra cui rientrano anche i mezzi pubblici e i negozi) e qualora non fosse possibile rispettare il distanziamento tra le persone. In Lombardia, Friuli, Provincia di Trento e Campania rimangono invece obbligatorie anche all’aperto (meno che in bar e ristoranti). Obbligatorio anche il distanziamento di almeno un metro e di due metri nel caso si pratichi attività fisica.

Concessionari e negozi di abbigliamento: ci sono limiti?

Come la quasi totalità delle attività economiche, hanno riaperto anche concessionarie e negozi di abbigliamento. Ovviamente gli ingressi sono regolamentati e bisogna comunque rispettare le misure di distanziamento. Inoltre, sarà misurata la temperatura corporea di tutti i clienti, con divieto di ingresso per coloro i quali dovessero avere una temperatura superiore ai 37,5°. Nei negozi di abbigliamento bisognerà indossare i guanti.

Si può andare nelle seconde case?
Sì, dal 3 giugno ci si può liberamente spostare su tutto il territorio nazionale, anche senza “validi motivi”. Pertanto, si può andare a trovare amici e parenti, ma anche tornare nelle seconde case.

Ripartono i motoraduni?
Qualsiasi assembramento è vietato, per i motoraduni quindi bisognerà attendere ancora. Tutti gli eventi dovranno infatti tenere sempre conto dell’obbligo di distanziamento. Stesso discorso per gare e manifestazioni fieristiche.

Enduro, trial e pista, riparte anche lo sport?
Sì, si può nuovamente praticare attività fisica anche nei centri sportivi come nelle palestre. Si può tornare anche in pista, su asfalto e sterrato. Per le società sportive e per i circuiti in generale rimangono comunque dei protocolli da rispettare. Per esempio, andranno disciplinati gli ingressi ai paddock e l'entrata in pista e sanificati gli ambienti, gli addetti dovranno indossare le mascherine e sarà necessario garantire il distanziamento. Come nel caso dei motoraduni, sono inoltre escluse gare e manifestazioni.

Cosa succede a chi arriva dall’estero?

Dal 3 giugno non saranno più sottoposte alla quarantena di 14 giorni le persone che entrano o rientrano da Stati dell’area Schengen: 26 Paesi che coprono quasi tutta l’Unione europea, più altri tra i quali Regno Unito, Svizzera e Islanda. Per i paesi fuori dall’Unione bisognerà invece attendere qualche giorno e, in ogni caso, attenersi alle regolamentazioni dei singoli paesi.

Cosa succede nelle singole regioni

Le regole che abbiamo elencato valgono per tutto il territorio nazionale. Il governo ha precisato che non sarà ammessa alcuna ordinanza o misura che dovesse limitare la circolazione delle persone in base alla regione di provenienza. Tuttavia, se alcuni presidenti si sono detti pronti ad accogliere viaggiatori e turisti, altri, più "timorosi", hanno annunciato controlli e restrizioni.

Le regioni che hanno regole più “rigide”
Nell’elenco rientrano Sardegna, Sicilia e Campania. In Sardegna è prevista la compilazione di un questionario o la tracciabilità di chi approda sull’isola. In Sicilia si procederà verificando la provenienza del viaggiatore e l'esistenza di eventuali casi sospetti nel nucleo familiare, mentre la Campania ha  fatto obbligo a tutti i viaggiatori in arrivo alle stazioni ferroviarie di sottoporsi alla rilevazione della temperatura corporea e, in caso di temperatura pari o superiore a 37,5 °C, di sottoporsi a test rapido Covid-19 ed eventuale tampone.

Regioni “aperturiste”
Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Calabria non prevedono invece alcuna restrizione all’arrivo o tracciamenti particolari. Rimangono tuttavia valide le prescrizioni generali: con una temperatura sopra i 37,5, ad esempio, non si può viaggiare.

Regioni che prevedono controlli
Seppur più morbide di Sardegna, Sicilia e Campania, alcune regioni, più caute, prevedono comunque dei controlli per i viaggiatori in arrivo. Tra queste vi sono la Puglia, che prevede l’obbligo per il turista di “segnalarsi” compilando un modello reso disponibile sul sito della Regione dove indicare provenienza e comune di destinazione e il Lazio, che imporrà invece controlli della temperatura e quarantena durante l’attesa dell’eventuale tampone. Via di mezzo anche per il Trentino-Alto Adige che, pur non avendo annunciato particolari controlli, ha comunque segnalato la possibilità di misurazione delle temperature sulle autostrade e su treni in arrivo.
 

 



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