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Ducati Panigale R: The Blue Shark

Sacrilegio? Lucida follia? Oppure capolavoro? Non siamo qui a giudicare il risultato, piuttosto vi stiamo per presentare una delle cafè racer più veloci di sempre. Ecco a voi The Blue Shark
Bomba o non bomba?
E’ il semplice pensiero che «nessuno aveva mai trasformato una Panigale R» ciò che ha prima  tentato e poi  inesorabilmente conquistato la testa di Andy Matter, amministratore delegato di Part World, leader svizzero nella vendita di componenti aftermarket.

Dopo aver trovato dei poderosi partner in Ducati Zentralschweiz, Schaub Metalworks e Akrapovic, quel pensiero stupendo s’è trasformato in una cafè racer bicilindrica vera e propria. E velocissima.
Non c’è nulla, a parte il generoso bicilindrico che porti testimonianza di ciò che questa moto era prima, ovvero una delle superbikes più veloci del mondo: tutto è cambiato e molto è stato tolto.
Riguardo al motore non c’è stato molto da fare essendo l’unità una delle più potenti in commercio grazie agli oltre 200 cavalli.
Non si può nemmeno dire che tolte le carene, la motocicletta sia rimasta col telaio in bella vista poiché in questa Ducati la struttura monoscocca è veramente ridotta, avendo il bicilindrico una  funzione portante.

Di fili e di elettronica invece ce n’era molta e tante sono state le ore passate a spostare e riposizionare tutto dai cablaggi dell’ABS fino a quelli del controllo di trazione.
In seguito s’è passato alla scelta del nuovo vestito per la bolognese che, trattandosi di cafè racer, non poteva che essere del metallo più utilizzato in questo genere di moto, l’alluminio.
Sono fatti a mano nel leggerissimo metallo il serbatoio, il codino con sella monoposto e soprattutto l’unghia - cupolino che avvolge il faro anteriore e che comprende anche la bocca che funge da ingresso dell’aria al motore. Sfiziose le branchiette laterali rimando a quelle del pescione che da il nome alla Panigale R. Il compito di lavorare la lega d’alluminio è stato affidato a Schaub Metalworks ed il risultato è oggettivamente impeccabile.

Se il colore è tutto fuorché Ducati-style con toni di grigio e blu, lo scarico invece dovrebbe ricordarvi qualcosa di molto molto legato alla Panigale. Il doppio terminale in titanio prodotto da Akrapovic è esattamente lo stesso utilizzato sulla motocicletta di Davies e Melandri: più che un retaggio racing è un connotato identificativo di quanto  questa moto sia veloce e pronta per la pista.
Matter, l’ideatore di questa creatura infernale, spergiura che quegli scarichi siano omologati e road legal.


I cerchi a raggi Kineo e i dettagli Rizoma, marchi distribuiti da Part World, rifiniscono questo proiettile a due pistoni.
Che la prossima moda sia quella di modificare in salsa retrò le hyperbikes? Non sarebbe male, a questo punto, vedere cosa si riesca fare su una Kawasaki H2.
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