Salta al contenuto principale

Customizer da incubo: una Moto Guzzi V7 torturata senza pietà

Una Moto Guzzi V7 del 2012 arriva in Indonesia intera e classica. Ne esce con una carena monoscocca, cinque fari e telecamere al posto degli specchi. E per perggiorare la situazione l'hanno chiamata come il nano musone di Biancaneve

Futuristica con un tocco vontage 

Non tutte le customizzazioni riescono col buco. Del resto, mettere mano a un design classico, già riuscito di suo non è certo facile e il rischio di produrre un oggetto che si fa notare per la sua inadeguatezza è dietro l'angolo. 

Image

È successo a questa povera V7 del 2012, modello che Moto Guzzi considera un vero e proprio biglietto da visita dell'italianità motociclistica. Una moto pulita, essenziale, con un carattere tutto suo. Bene, Nicko Eigert di Smoked Garage — officina indonesiana con un discreto curriculum alle spalle — l'ha prima comprata come mezzo da tragitto casa-lavoro poi l'ha smontata pezzo per pezzo mentre aspettava alcuni ricambi dall'Italia. E lì, complice il tempo libero, gli è venuta un'idea. Il concept? Realizzare una "scrambler futuristica con un tocco di vintage." Una di quelle frasi che da sole già fanno capire in che direzione si va. 

Image

Perché di luce non ne si ha mai abbastanza. Oltre al faro a Led, la Grumpy monta anche dei proiettori aggiuntivi sulla forcella 


Grumpy, e ne ha tutte le ragioni

Il risultato ha anche un nome: Grumpy, brontolone, in italiano, o Brontolo, se vi piacciono i grandi classici Disney. E in effetti, la Guzzi di partenza probabilmente avrebbe da ridire su quello che le è capitato. Il telaio originale è sparito, sostituito da uno realizzato per l'occasione. Via anche il forcellone, rimpiazzato da uno personalizzato con schema a monoammortizzatore — un Öhlins, tra l'altro, nascosto dentro la monoscocca in alluminio che fa da serbatoio e coda insieme. Un lavoro certosino, tecnicamente, con un sistema a triplo leveraggio per farlo funzionare in modo regolare. La forcella originale resta al loro posto, ma con componenti interni Öhlins. Nuovi i cerchi da 18" in alluminio, le pinze frenanti diventano Brembo. Fin qui, niente di cui lamentarsi. 

Il problema è l'estetica

Il frontale sfoggia un proiettore LED piazzato dentro un piccolo cupolino in alluminio fatto a mano, e visto che la visibilità è importante, la moto è stata corredata di altri quattro faretti aggiuntivi piazzati sulle coperture degli steli della forcella. Forse troppo, ma non sottilizziamo. E visto che lo specchietto retrovisore è roba superata, Nicko ha pensato bene di sostituirli con due telecamere collegate a una dashboard aftermarket sul manubrio, che registra tutto automaticamente. Completano il tutto un bel manubrio MX, comandi Motogadget, accensione RFID nascosta nella carena. 

Image

E pesa pure poco

Il peso è sceso di 22 kg rispetto alla V7 di serie, il che in termini assoluti è un risultato notevole. Ma rimane una domanda: era davvero necessario prendere una delle moto più belle della tradizione italiana e trasformarla in qualcosa che sembra uscito da un videogioco di fantascienza ambientato negli anni 70? Nicko sembra convinto di sì: "È esattamente come avevo immaginato la mia moto personale" ha dichiarato. De gustibus...

Leggi altro su:
Aggiungi un commento
bibendus
Mar, 24/02/2026 - 14:20
a me non sembra così brutta! anzi... direi originale e intrigante. ad averne di special così...
seabeeper
Mar, 24/02/2026 - 19:54
Piacevole...
Sen6
Mar, 24/02/2026 - 20:49
non mi sembra così peggio di tante realizzazioni più "nostrane"