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Customizer da incubo: la BMW R50/2 che voleva essere una Mustang

Telaio del 1965, motore da enduro, forcella di una Kawasaki sportiva e un serbatoio da custom. Eccessiva? Secondo noi, sì

Una storia che inizia già male

C'è un momento preciso in cui tutto ha preso una piega sbagliata, e quel momento si chiama "telaio piegato". Ralf Eggl di Woidwerk — officina artigianale nella foresta bavarese, il Woid, da cui il nome — si è trovato tra le mani il telaio di una BMW R50/2 del 1965 storto, insieme ai resti di una vecchia R80G/S convertita per l'enduro. Il cliente che gliele ha portate aveva le idee chiare: "Volevo qualcosa di speciale per tornare a casa dopo il lavoro." Fin qui, niente di cui preoccuparsi. Il problema nasce quando Ralf ha deciso che quella cosa speciale doveva ispirarsi a una Mustang Fastback del 1967. A quel punto la R50/2, che già non se la stava passando bene col suo telaio mezzo andato, ha capito che il peggio doveva ancora venire.
La BMW R50/2 è una di quelle moto che negli anni Sessanta incarnava tutto ciò che di serio e composto sapeva fare Monaco. Non è mai stata pensata per sembrare aggressiva, men che meno per evocare una muscle car americana. Eppure Ralf ha preso il telaio originale, lo ha accoppiato con il motore boxer da 800 cm³ dell'R80G/S, poi ha buttato via l'intera geometria sospensiva originale per montare una forcella rovesciata presa da una Kawasaki ZX-7R e piastre di sterzo fresate a CNC. 

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Che poi, andare a lavoro con questo mezzo non pare proprio una passeggiata...

Il serbatoio da Harley, i bulloni di ottone e la questione identitaria

Il tocco "estremo" di questo lavoro però si vede nel serbatoio. Ralf ha scelto un classico serbatoio a goccia, un classico del custom americano, normalmente di casa su chopper e Harley di un certo tipo. Naturalmente non ci stava, e ha dovuto modificarlo pesantemente per poterlo installare. Il risultato è un curioso collegamento a una sella in fibra di vetro rivestita in pelle, il tutto verniciato in una livrea scura con accenti ramati che effettivamente tiene insieme visivamente un oggetto che di suo è parecchio estremo.
Ci sono cose che funzionano, va detto: i carburatori Dell'Orto la coppa dell'olio Fallert, le pinze Brembo, i comandi Motogadget, il tachimetro integrato nella piastra di sterzo superiore. E poi i dettagli in ottone che Ralf ha disseminato ovunque con una meticolosità quasi ossessiva. L'esecuzione è quella di qualcuno che sa fare il proprio mestiere. La visione, però, è quella di un esperto rigoroso che un giorno ha guardato una R50/2 e ha pensato: "Ok, ora diamo di matto". Non è necessariamente un crimine però la domanda sorge spontanea: la R50/2 meritava davvero questo destino, o era semplicemente il telaio più interessante disponibile quella mattina in officina?

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Fry
Dom, 01/03/2026 - 13:54
Il boxer, anche solo da guardare, è sempre una meraviglia. Complimenti, articolo coinvolgente.👌