Customizer da incubo: addio doppio faro, la Triumph Speed Triple diventa un robottino
La Speed Triple è una moto dalle forme fluide e un doppio faro che ha fatto storia. Origin8or l'ha smontata per farne una street fighter anni 90. Risultato: spigoli ovunque e due occhietti da robottino freak
Il regalo di pensione più costoso della storia
C'è un tipo di cliente che ogni artigiano del mondo conosce bene: quello che arriva con qualcosa che funziona perfettamente e vuole che gliela si rifaccia da capo. Nel mondo delle moto, questo cliente è un signore gallese appena andato in pensione, che possedeva una Triumph Speed Triple 1050 del 2008 con soli 20.000 km sul groppone. Tre cilindri in linea, 1.050 cm³, 131 CV, e soprattutto una linea che Triumph aveva affinato nel tempo fino a renderla davvero riuscita: forme morbide, fluide, con quella muscolatura ben visibile da vera muscle bike in salsa inglese. Una moto che qualsiasi persona ragionevole si terrebbe così com'è per i prossimi vent'anni. Invece il nostro neo pensionato ha bussato alla porta di Rob Chappell di Origin8or Cycles con una richiesta precisa: voglio una street fighter ispirata alla cultura hooligan degli anni Novanta. E Rob si è messo al lavoro, tenendo dell'originale solo motore e forcella.
Cruscotto... posteriore
Costruire il telaio, tra l'altro, non è stato facile: dopo alcune prove Chappell si è ispirato ai telai Spondon. Ma il momento più difficile è arrivato con l'impianto elettrico. Spulciando tra i forum Rob si era convinto che la Speed Triple funzionava benissimo anche senza il quadro strumenti originale — bastava ricablare tutto attorno a un'unità Motogadget e il gioco era fatto. Poi la realtà: la Speed Triple di quella generazione usa un sistema CAN bus che per avviarsi ha bisogno dei dati provenienti dagli strumenti originali. Senza quadro, quindi, niente accensione. La soluzione trovata in extremis — smontare gli strumenti dalla loro scocca e nasconderli nel codino — è tanto ingegnosa quanto ammettere pubblicamente di aver perso una settimana ad ascoltare consigli sbagliati su un forum.
Dov'è finita l'eleganza inglese?
Gli spigoli e il delitto del faro
Il risultato, va detto, è una moto tecnicamente notevole: telaio e forcellone homemade, ammortizzatori YSS regolabili, cerchi Dymag in fibra di carbonio, e una carrozzeria interamente modellata a mano in alluminio. Chappell sa lavorare il metallo, questo è fuori discussione. Il problema è cosa ci ha fatto con quel metallo. Dov'erano curve, ora ci sono spigoli. Dov'era morbidezza, ora c'è geometria. La Speed Triple originale aveva una silhouette compatta e ben bilanciata; questa versione sembra che qualcuno abbia deciso di reinterpretarla con l'ausilio di un righello e molta determinazione.
Ma il vero crimine — quello che fa alzare un sopracciglio a chiunque conosca e ami la Speed Triple — è il frontale. Il doppio faro rotondo è da sempre il simbolo di questo modello, qui sparisce del tutto, sostituito da due piccoli proiettori ravvicinati e spigolosi che guardano il mondo con l'espressione perplessa di un folletto che non ha dormito. Per comprenderci meglio, faccio una citazione ad altissimo rischio boomer, ve lo ricordate il robottino Numero 5, in quel capolavoro di film del 1986, Corto Circuito? Ecco, l'estetica purtroppo è quella lì'. di L'identità visiva del modello, costruita da Triumph in vent'anni di evoluzione, cancellata in un colpo solo in nome di un immaginario hooligan. La livrea rosso e argento con il drago gallese dipinto sul serbatoio è un tocco personale che nessuno può togliergli — ma non basta a far dimenticare quel meraviglioso doppio faro.
Notate qualche somiglianza?
Foto e immagini