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Chuck Norris, addio all'ultimo duro di Hollywood: anche in sella era leggenda

Addio a Chuck Norris, 86 anni, l'uomo che era già un meme prima che esistessero i meme. Campione vero di arti marziali, attore da picchiaduro, in garage teneva le Harley

Una vita da film

Carlos Ray "Chuck" Norris se n'è andato il 19 marzo 2026, a 86 anni, sull'isola di Kauai alle Hawaii, in seguito a un malore improvviso. La famiglia ha confermato la notizia il giorno dopo, chiedendo riservatezza sulle circostanze: "Era circondato dalla sua famiglia ed era in pace", si legge nel comunicato. Fa sorridere, per uno che secondo i Chuck Norris facts "la morte non è interlocutrice all'altezza".
Nato il 10 marzo 1940 in Oklahoma da una famiglia povera, Norris era diventato campione mondiale di karate prima ancora di mettere piede su un set. Cintura nera in Tang Soo Do, Taekwondo, Karate, Hapkido e Jiu-Jitsu brasiliano, aveva persino fondato una disciplina marziale tutta sua, il Chun Kuk Do. Sul grande schermo era diventato un'icona nei film d'azione degli anni Ottanta — Delta Force, Missing in Action, Il codice del silenzio — e poi una presenza fissa in televisione con Walker Texas Ranger, che andò in onda dal 1993 al 2001. Ma il suo debutto vero nel cinema era arrivato vent'anni prima, nel 1972, quando Bruce Lee lo volle come avversario nel film L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente (The Way of the Dragon): una scena di combattimento al Colosseo diventata leggenda, con Lee che alla fine aveva la meglio — l'unica sconfitta di Norris che la storia abbia deciso di tenere. Un personaggio, prima ancora che un attore. Faccia di pietra, mascella volitiva, capace di non ridere nemmeno quando ha interpretato se stesso in Dodgeball (commedia demenziale con Ben Stiller e la... palla prigioniera). Un personaggio, prima ancora che un attore.

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"Vabbè, per questa volta ti lascio vincere". Il debutto di Chuck Norris (con meno barba e più peli sul petto) in L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente come nemico di Bruce Lee è diventato un classico del cinema di genere

I Chuck Norris facts: quando il meme precede internet

Prima che esistessero i meme, esisteva già Chuck Norris. I Chuck Norris facts — quella raccolta infinita di "notizie" inventate e assurde sulla sua invincibilità — erano già in circolazione nei forum americani nei primi anni Duemila, ben prima che i social network trasformassero qualsiasi cosa in un format virale. La formula era sempre la stessa: prendere una legge della fisica, della natura o del buon senso, e demolirla con il nome di Norris. "Le lacrime di Chuck Norris curano il cancro. Peccato che non abbia mai pianto." Oppure: "Non esiste la teoria dell'evoluzione. Solo una lista di animali che Chuck Norris ha deciso di lasciare in vita." O ancora, il preferito di chi scrive: "Chuck Norris non legge libri, li fissa finché non ottiene le informazioni che vuole". Lui stesso, negli ultimi anni, si era detto divertito dal fenomeno — anche se aveva preso le distanze da alcune versioni più crude, giudicate contrarie ai suoi valori cristiani. 

Harley nel garage, razzi sul manubrio

Quello che in pochi sanno — o che comunque vale la pena ricordare — è che Norris era anche un appassionato motociclista. Nel suo garage non mancavano le Harley-Davidson, e il rapporto con le due ruote era abbastanza serio da trasparire anche nei film. Il caso più emblematico è Delta Force (1986), dove cavalcava una dirt bike equipaggiata con lanciarazzi: non esattamente una scelta da "listino", ma del resto stiamo parlando di Chuck Norris. Una moto che sparava missili sembrava quasi una scelta sobria, per lui. Se n'è andato dieci giorni dopo aver compiuto 86 anni. L'ultimo post social lo mostrava ancora mentre faceva a pugni con un avversario, con la didascalia "Non invecchio… salgo di livello." Forse era vero anche quello. E dato che siamo su inSella, è giusto ricordare Norris con un fact motociclistico, che peraltro demolisce con uno dei suoi tanto amati calci rotanti molta della tecnologia attuale e futura: "La moto di Chuck Norris non ha il cavalletto laterale perché per il terrore rimane in piedi da sola". Più semplice di così, altro che sensori giroscopici e compagnia cantante. 
 

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