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3 motivi per cui Lorenzo tester Yamaha è meglio di Pedrosa per KTM

Il maiorchino è la soluzione perfetta per la casa di Iwata: Jorge ha guidato moto molto diverse dalla M1 e al massimo livello, rispetto a Dani ha una taglia più consona alla classe regina. Il suo ritorno alle gare non è da escludere e offre a Lin Jarvis una carta in più da giocarsi nel mercato piloti

3 motivi per cui Lorenzo tester Yamaha è meglio di Pedrosa per KTM
Jorge Lorenzo in Yamaha come tester è un'operazione che si prospetta di altissimo valore per il team di Lin Jarvis: se riuscirà ad andare in porto sarà anche meglio della mossa che solo l'anno scorso portò Dani Pedrosa in KTM.

Esperienza completa
Innanzitutto Jorge ha guidato moto molto diverse tra di loro. Il fantino catalano ha corso sempre e solamente con Honda, mentre il maiorchino dopo 9 stagioni in Yamaha ha trascorso un biennio in Ducati e un campionato con Hrc. Negli ultimi tre anni il 99 ha guidato sia la Desmosedici che la Rc213V e quindi potrebbe portare alla Yamaha informazioni importanti sui due principali rivali della casa dei tre diapason. Se Pedrosa è andato a sviluppare una moto che – semplificando di molto- può sembrare la versione con telaio a traliccio della Honda, Lorenzo ora tornerebbe invece al 4 in linea, ma portando con sé importanti nozioni anche in tema di elettronica, il campo dove Iwata è più carente.

Il miglior benchmark
C'è un altro motivo per cui l'ingaggio di Lorenzo da parte di Yamaha sarebbe ancora più importante rispetto al colpo messo a segno da Ktm solo 12 mesi fa. Pedrosa è un pilota “anomalo”, con un'altezza e un peso che non trovano corrispondenze nel paddock. Le sue sensazioni in sella a una moto e le sollecitazioni a cui sottopone i pneumatici sono state – ai tempi delle gare- motivo di prestazioni eccellenti piuttosto che deludenti, comunque eccezioni. Jorge invece ha la taglia giusta, essendo nella media perfetta per un pilota di MotoGP e i suoi test potrebbero avere un valore universale per i tecnici al lavoro sulla M1.

Ritiro o pausa di riflessione?
C'è forse anche un terzo motivo per cui l'ingaggio di Lorenzo potrebbe rivelarsi il migliore tra tutti i possibili. Jorge è ancora relativamente giovane e se decidesse di tornare a correre nel 2021 lo farebbe all'età di 34 anni. Yamaha al momento è più che coperta a livello di piloti, ma Valentino potrebbe anche smettere a fine 2020, lasciando un posto libero. Con Lorenzo nel box, Jarvis avrebbe una carta da spendere sul mercato, evitando di dovere chiudere i giochi per il 2021 già a inizio di questa stagione e aumentando il proprio potere contrattuale nel prossimo giro di valzer.

La classifica dei senza classifica
Con l'aumento dei gran premi e la diminuzione dei test, con uno sviluppo delle moto sempre più professionale e intenso, il ruolo dei collaudatori sta diventando ogni anno più importante. Michele Pirro rappresenta il meglio che la “vecchia scuola” può offrire, cioè un pilota veloce ed eclettico, capace di fare una top ten nel motomondiale o in superbike passando dalla Desmosedici alla Panigale V4 nel giro di pochi giorni. Honda ha copiato in parte l'approccio Ducati e ha individuato Stefan Bradl come l'uomo giusto per portare avanti parte del lavoro nel box Hrc. Suzuki e Aprilia non sono riusciti a firmare rider così ambiti, ma hanno fatto il possibile. Brivio da tre anni lavora con il campione del mondo superbike 2014 Sylvain Guintoli, che anche quest'anno è andato a punti in un paio di wild card. Rivola a Noale può contare su Bradley Smith, che nella scorsa stagione ha stabilito un vero e proprio record, correndo saltuariamente in MotoGP, Moto2 e MotoE.
Lorenzo ovviamente sarebbe un upgrade in confronto a tutti questi piloti, ma anche rispetto alla recente esperienza in Yamaha du Jonas Folger, piuttosto che all'ipotesi Johann Zarco. Il francese sembrava vicino a entrare nel test tema di Silvano Galbusera, ma ha poi preferito correre con Ducati Avintia nel 2020. Così proprio Lorenzo potrebbe lavorare fianco a fianco con l'ex tecnico di Rossi, che a sua volta ha “benedetto” un eventuale ritorno di Jorge in famiglia.
Quando nel 2016 Casey Stoner firmò con Ducati per il ruolo di tester di lusso, sembrava un caso destinato a rimanere più unico che raro. A distanza di tre anni l'australiano ha interrotto da un pezzo la propria collaborazione con la casa bolognese, ma Pedrosa sembra invece decisamente gratificato dal proprio ruolo in Ktm. Anche Lorenzo potrebbe trovare così un modo per proseguire la propria esperienza in sella alle moto più performanti al mondo, senza più subire lo stress fisico e psicologico di una intera e lunghissima stagione di gare.


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