Dakar 2026 moto, tappa 11: doppietta Honda con Howes che beffa Van Beveren. Benavides torna in testa
L'americano firma la prima vittoria di questa edizione e rimette pressione. Nella generale è di nuovo sfida KTM-Honda per 23"23"
Howes beffa tutti nel finale
Da Bisha ad Al-Henakiyah sono andati in scena 311 chilometri di speciale che hanno premiato Skyler Howes. L'americano della Honda ha chiuso in 3h09'02", precedendo il connazionale Van Beveren di appena 21". Una beffa per il francese, che sembrava lanciato verso il successo ma ha dovuto cedere nelle battute conclusive. Sul terzo gradino del podio virtuale sale Edgar Canet, staccato di 1'15", mentre Benavides limita i danni chiudendo quarto a 3'37". Una prestazione importante per l'argentino, che ha fatto quello che doveva: restare davanti a Brabec, arrivato sesto con quasi 5 minuti di ritardo dal vincitore. Daniel Sanders continua la sua personale via crucis. L'australiano, che corre con la clavicola rotta dopo la caduta di due giorni fa, ha tagliato il traguardo in 13ª posizione perdendo oltre 10 minuti. Un'impresa sportiva notevole considerando le condizioni fisiche, ma che certifica definitivamente l'addio ai sogni di gloria. Prima dell'incidente comandava con un margine che sembrava blindato, ora si ritrova fuori dai giochi e a dover stringere i denti per portare a casa almeno un piazzamento dignitoso.
Si ribalta tutto: ora comanda l'argentino
La classifica generale cambia padrone per l'ennesima volta. Benavides scavalca Brabec e si riprende la leadership con 23 secondi di margine: 44h48'48" contro 44h49'11". Praticamente niente dopo quasi 45 ore passate a sgasare nel deserto. L'argentino ha approfittato della giornata no dell'americano per rimettere il naso davanti, ma la partita resta apertissima. Basta un errore di navigazione, un problema tecnico o anche solo una piccola sbavatura per ribaltare di nuovo la situazione. Le posizioni dietro si stanno cristallizzando: Schareina conserva la terza piazza a 15'16", appesantito però da 10 minuti di penalità che rendono il suo distacco più severo di quanto non appaia. Sanders, tra dolore e tenacia, tiene la quarta posizione a 23'32" (più altre penalità), mentre Howes con la vittoria di oggi risale quinto e torna a meno di 35 minuti dalla vetta. Troppo per sperare nel successo finale, ma abbastanza per provare a rosicchiare ancora qualche posizione.
Verso Yanbu: 311 km per decidere tutto
Domani si va da Al Henakiyah a Yanbu con una speciale da 311 chilometri che sulla carta non sembra la classica tappa massacrante, ma che nasconde diverse insidie. Il percorso mescola tratti veloci a sezioni tecniche dove servirà precisione millimetrica: i wadi – quei letti di fiume secchi tipici del deserto saudita – metteranno alla prova la capacità di leggere il terreno, mentre nel finale qualche duna potrebbe far saltare i piani a chi arriverà scarico. Con 23 secondi da difendere e due tappe rimaste, Benavides sa che non può permettersi passi falsi. Brabec, dal canto suo, dovrà trovare il guizzo giusto per riprendersi quello che fino a ieri era suo.