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ZXMoto le spara grosse: motore V5 con compressore da 253 CV

Il cinque cilindri a V torna vent'anni dopo la MotoGP Honda di Rossi, ma stavolta sovralimentato e omologato. Debutto annunciato per il 2028

Ci sono annunci che si archiviano con un'alzata di spalle e altri che, per quanto suonino improbabili, meritano di essere presi sul serio. Quello di Zhang Xue rientra nella seconda categoria, e non per il frazionamento in sé: il fondatore di ZXMoto ha fatto sapere, prima sui social e poi durante l'inaugurazione di una concessionaria in Cina, che sta lavorando a un cinque cilindri a V da circa 1.000 cm³ destinato a una superbike attesa per il 2028. Il quinto cilindro, però, non è nemmeno la parte più interessante della storia.

Cinque cilindri, un compressore e qualche punto interrogativo

Dalla prima immagine circolata l'architettura si legge chiaramente: tre cilindri inclinati in avanti e due all'indietro, con un angolo tra le bancate che a occhio si avvicina ai 90 gradi ma che nessuno ha confermato. I numeri che girano parlano di 253 CV a 13.500 giri, 137,5 Nm di coppia e un blocco motore che si fermerebbe a 55 kg grazie a componenti forgiati sviluppati in collaborazione con un'università cinese. La velocità massima dichiarata per la versione stradale è di 310 km/h, e accanto a quella dovrebbe arrivare una variante da pista. Qui però serve un avvertimento, perché ZXMoto non ha ancora diffuso alcuna scheda tecnica ufficiale. Le cifre arrivano da indiscrezioni cinesi, e ce ne sono in circolazione altre che parlano di 1.100 cm³ e di una potenza sotto i 220 CV. L'unica cosa che Zhang Xue ha confermato di persona è l'esistenza del progetto e la data del 2028. Il resto, per ora, va preso con le pinze.

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Il fantasma della RC211V

Il precedente illustre lo conoscono tutti: la Honda RC211V, il V5 di 990 cm³ con bancate a 75,5 gradi che nel 2002 inaugurò l'era quattro tempi della MotoGP portando Valentino Rossi al titolo. Da allora quella configurazione è praticamente sparita, e per un motivo semplice: non serve. Con i quattro cilindri in linea e i V4 di oggi si superano tranquillamente i 200 CV, e un cilindro in più significa soprattutto più attriti, più componenti e più costi. Quello che il quinto cilindro concede è margine di manovra su ordine di scoppio, erogazione, vibrazioni e ingombri, il che è tanto se stai facendo una moto da corsa e poco se devi venderla. Ma il vero salto rispetto alla Honda sta altrove. La RC211V era un prototipo puro, mai omologato per la strada e mai sovralimentato. ZXMoto parla invece di un compressore volumetrico abbinato all'iniezione e, soprattutto, di una moto targabile. Se il progetto arrivasse al traguardo così com'è stato descritto, sarebbe la prima superbike stradale della storia con motore V5 sovralimentato.

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Le gare come cartina tornasole

Il punto è che ZXMoto non è la solita startup specializzata in rendering tanto belli, quanto onirici. Il marchio è nato nel 2024 per mano di Zhang Xue, che aveva già lavorato al lancio di Kove, si è presentato in Europa a EICMA 2025 con nove modelli ed è entrato nel Mondiale Supersport nel 2026 affidandosi al team Evan Bros. Risultato dell'anno d'esordio: Valentin Debise ha portato la 820RR a sei vittorie, con doppiette in Portogallo e in Repubblica Ceca, ed è stato il primo costruttore cinese a vincere una gara nel Mondiale Supersport, chiudendo davanti a marchi con decenni di storia alle spalle nella classifica costruttori. Nel frattempo il tre cilindri di 819 cm³ è arrivato su strada con la 820RR-R, che dichiara 145 CV a 13.500 giri. Il contesto, poi, non è quello di una fuga in avanti solitaria. In Cina CFMoto sta lavorando a una superbike con motore V4, mentre a Varese MV Agusta ha mostrato a fine 2025 il suo cinque cilindri, che però non è un V5 ma un motore "a U" con due alberi motore e una sola testata. E il principio del V più compressore è esattamente quello su cui Honda si è rimessa a lavorare con la V3 attesa per il 2027. Insomma, dopo vent'anni di quattro cilindri, il frazionamento è tornato a essere un terreno di gioco. E la logica del progetto, a ben vedere, è tutta lì: dalla Supersport si passa alla Superbike, e per correre nel Mondiale delle derivate di serie serve una moto stradale omologata di 1.000 cm³. Che in gamma, sopra la 820, ad oggi ancora non c'è.

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