Salta al contenuto principale

Truffa delle multe finte: come riconoscerle e come proteggersi

Le finte multe continuano a mietere vittime in tutta Italia: ecco come riconoscerle, difendersi e non cadere nella trappola 

Multe che sembrano vere

Tornate alla macchina e trovate sul parabrezza un foglietto che sembra un preavviso di multa: targa esatta, numero di protocollo credibile e persino lo sconto del 30% se pagate subito. In fondo, in grassetto: “DOVE PAGARE?” e un link abbreviato tipo tinyurl.com/MulteRoma2. Tutto sembra vero, ma non lo è. I truffatori utilizzano stampanti portatili economiche e carta - anche se leggermente più spessa del normale - per simulare i preavvisi ufficiali, quelli che normalmente lasciano i controllori quando constatano, ad esempio, un divieto di sosta. Il gioco è fatto: impossibile distinguere l’avviso falso da quello vero, se non un dettaglio cruciale: i Comuni non usano mai link abbreviati tipo tinyurl, bit.ly o goo.gl. Stessa cosa accade con le mail fasulle: arriva nella casella di posta, sembra vera, ci sono il nome del Comune ed eventuali riferimenti a normative e Codici. Anche in questo caso, il campanello d’allarme è il link diretto al pagamento. 

Image

Come riconoscere e difendersi

I Comuni lo ribadiscono da anni: “Non inviamo mai link per pagamenti via email. È truffa”. Le sanzioni per la sosta tariffata non sono gestite da altri soggetti se non dagli enti competenti. 
Alcuni dettagli del foglietto o della mail truffa sono errori di battitura, spazi strani e maiuscole casuali, numero di matricola copiato male e, appunto, inviti a cliccare link abbreviati, mai presenti nei documenti ufficiali. Da qui il “vademecum” pratico per non cadere nella truffa: 

  1. Non seguite mai sul link presente sul foglietto.
  2. Se sorge anche solo il minimo dubbio, verificate sul sito ufficiale: numero verbale e targa, oppure chiamate il numero verde del Comune.
  3. Se avete già pagato via link falso: bloccate la carta, cambiate le password e denunciate subito alla Polizia Postale

Un fenomeno in crescita

Dato che in genere chi si accorge della truffa getta il foglietto senza segnalarlo, non esistono statistiche ufficiali complete sul numero di multe false distribuite ogni anno in Italia. Alcuni episodi recenti mostrano tuttavia un trend in crescita: decine di segnalazioni in pochi giorni a Firenze, un uomo con 142 verbali falsi pronti alla distribuzione denunciato per tentata truffa, picchi simili a Pisa e Catania nello stesso periodo. Nel 2023 il CERT-AgID ha registrato oltre 6.800 tentativi di invio di finti verbali via email solo in Italia. Nel 2025 la Polizia Postale e le associazioni dei consumatori descrivono il fenomeno come “in forte aumento”. Tutto rientra nei 27.085 procedimenti di cybercrime economico-finanziario trattati nel 2025, con oltre 269 milioni di euro sottratti.

Aggiungi un commento