Tre motori sono meglio di uno? Yamaha ci crede
La Proto HEV ha addirittura due motori elettrici e uno a combustione interna e trasmissione a variatore. Recenti brevetti dimostrano che il progetto sta andando avanti a tappe forzate
Nuove richieste di brevetto rivelano che la Yamaha ha ripreso il processo di sviluppo di veicoli a propulsione ibrida dopo un lungo stop seguito alla crisi economica globale del 2008, quando i produttori hanno tagliato i budget di ricerca e sviluppo mettendo in stand-by i progetti più innovativi e rischiosi.
La ripartenza con due
Lo scorso anno la Casa giapponese aveva presentato due prototipi di moto, la naked Proto PHEV basata sulla MT-09 a tre cilindri nella quale la propulsione ibrida plug-in serve per migliorare prestazioni ed emissioni, e la Proto HEV monocilindrica con addirittura due motori elettrici e uno a combustione interna, e trasmissione a variatore, da scooter. È a questo secondo prototipo che sono applicate le soluzioni descritte nei brevetti: si tratta di un ibrido serie - parallelo con una amplissima possibilità di combinazione di impiego dei tre motori.
Dove sono i motori
Il primo di quelli elettrici è alloggiato nella parte posteriore del gruppo forcellone - trasmissione, è alimentato da un pacco batterie di notevoli dimensioni posizionato tra le gambe del conducente e agisce direttamente sulla ruota posteriore. Permette di usare il veicolo in modalità completamente elettrica, spegnendo il motore a combustione interna e connettendolo alla trasmissione CVT tramite una frizione elettromagnetica. Durante la decelerazione rigenera energia restituendola alla batteria.
Il cambio cvt può disinnestare il motore a benzina
Il secondo motore elettrico è direttamente sull’albero motore e oltre a fornire forza motrice agisce anche come generatore. Quando la batteria si scarica oltre un certo livello la frizione elettromagnetica disinnesta il propulsore endotermico dal cambio CVT permettendogli di funzionare a regime costante per azionare il generatore e ricaricare la batteria. Se il conducente apre di più il gas la frizione si innesta automaticamente e il motore a combustione si collega alla ruota posteriore, continuando però a caricare la batteria, ed eventualmente entra in azione anche il motore posteriore così che il veicolo funziona in modalità ibrida parallela.
Se si vogliono privilegiare le prestazioni, c’è una modalità boost nella quale tutti e tre i motori spingono contemporaneamente.
Cosa dicono i brevetti
Due i temi riguardanti i brevetti: il primo riguarda il modo in cui il sistema passa senza soluzione di continuità da una modalità all’altra, gestito dal computer di bordo che interviene sulle modalità di trazione e rigenerazione dei motori, la posizione dell’acceleratore del motore a combustione e l’innesto e il disinnesto della frizione, in modo che il passaggio sia il più dolce possibile.
Il secondo è l’applicazione del sistema di propulsione ad uno scooter dall’aspetto convenzionale, con tutte le difficoltà che si possono incontrare nell’alloggiamento dei vari dispositivi.
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