NOVITA' MOTOCICLISMO

Suzuki GT380 by The Motoworks

Quasi irriconoscibile, la special in foto altro non è che una vecchia Suzuki GT380 quasi completamente riprogettata dai costumizer americani “The Motoworks”. Sotto la bellissima carenatura in bianco perla disegnata in CAD, il tre ciclindri è stato anch’esso modificato e abbinato ad un nuovo scarico con camere di espansione in acciaio rivestite in ceramica

Suzuki GT380 by The Motoworks
Suzuki GT380
Commercializzata dalla metà degli anni Settanta, la Suzuki GT380 rinasce oggi grazie alla progettazione virtuale ed al lavoro fisico dei costumizer americani di “The Motoworks”. Il risultato lo potete vedere in foto: una neoclassica sportiva dalle linee ricercate e i dettagli unici. La progettazione, dicevamo, è avvenuta tramite software: gli schizzi su carta si sono trasformati col CAD in modelli 3D, ognuno dei quali realizzati con la massima precisione. Le carenature dipinte di bianco inglobano sul muso il particolarissimo faro anteriore di forma vagamente rettangolare ma dagli angoli smussati. Nascosto nella coda, il faro posteriore è, in linea con gli indicatori di direzione, minimal e niente più che una sottilissima unghia quasi invisibile (se spento). La sella, monoposto, presenta invece un’elegante rivestimento in pelle marrone con cuciture a vista. Il computer è risultato particolarmente utile anche per la messa a punto del motore, l’originale tre cilindri da 384 cm3 modificato sia nella fasatura che nel rapporto di compressione ed abbinato ad un nuovo scarico a tre uscite, anche lui progettato al pc con camere di espansione in acciaio inossidabile, rivestite in ceramica, con finiture in nero satinato. A livello ciclistico segnaliamo invece la forcella presa in prestito da una più moderna GSX R 600, ovviamente riadattata, davanti e il mono posteriore firmato Öhlins dietro. Il tutto abbinato ad un telaio realizzato ex-novo in tubi d’acciaio con serbatoio del carburante in alluminio e dell’olio integrati sul quale è stato imbullonato il telaio reggisella forato per contenere il peso. Semplice ma esteticamente curata la strumentazione, che si compone di un unico display analogico per i giri incastonato nel mezzo dei due semimanubri. In gallery una bella selezione di immagini.