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La strana storia della Simson, da icona comunista a simbolo dell'estrema destra

Legato a modelli come lo Schwalbe e l’S51, il marchio Simson è diventato oggetto di attenzione dopo che esponenti dell’AfD lo hanno assunto a simbolo di un più ampio recupero dell’eredità della DDR

Il Simson come simbolo identitario

Prodotti a Suhl nella allora Germania Esta comunista, i ciclomotori Simson conservano ancora oggi un seguito significativo di appassionati. Modelli come lo Schwalbe e l’S51 sono in particolare divenuti oggetti di culto nell’Est del Paese e non stupisce che, ad averli assunti a “simbolo”, siano oggi anche alcuni esponenti dell’AfD. D’altra parte, quello del revival di tutto ciò che riguarda la Germania dell’Est è un trend caro al partito tedesco di estrema destra, in questo contesto, oggetti popolari come sono appunto i ciclomotori Simson diventano strumenti di narrazione collettiva e di rivendicazione culturale in chiave nazional-identitaria.
Tra i politici che hanno richiamato questo immaginario figura ad esempio Björn Höcke, leader dell’AfD in Turingia (qui sopra), apparso su manifesti elettorali in sella a un Simson ed accompagnato dallo slogan "Ja! Zur Jugend" (Sì! Alla gioventù, con un richiamo assai poco velato alla gioventù hitleriana). Il partito ha anche chiesto in diversi parlamenti regionali dell’Est della Germania che il Simson venga tutelato come “patrimonio culturale immateriale”, presentando mozioni a supporto (qualcosa di "simile" a quanto fatto dalla Lega con Vespa?)
Cosa che non è per nulla piaciuta agli eredi del fondatore del marchio che sono di origine ebrea:Consideriamo qualsiasi collegamento con l’AfD ripugnante e un’offesa al nostro nome”, ha dichiarato il portavoce della famiglia, oggi residente negli Stati Uniti, Dennis Baum. “La mia famiglia e io respingiamo con fermezza le ideologie estremiste e non intendiamo tollerare che l’AfD si appropri del nostro nome”. La famiglia Simson fu costretta a cedere a prezzo simbolico l'azienda a seguito delle politiche del regime nazionalsocialista e successivamente riuscì a lasciare la Germania nel 1936. “Per questo - ha detto Baum - consideriamo l’uso del nostro nome da parte dell’AfD come una derisione della nostra storia”. 

La storia del marchio

Altro “paradosso storico” è che lo Stato comunista dell’Est, nato dopo il 1945 e posto sotto l'influenza sovietica era ufficialmente antifascista, e si collocava formalmente in netta discontinuità rispetto al regime nazionalsocialista che aveva espropriato la famiglia Simson nel 1936. Lo stabilimento di Suhl, in Turingia, fu fondato dai fratelli Moses e Loeb Simson. In origine l’azienda si affermò come produttrice di armi, affiancando nel tempo la costruzione di veicoli (tra cui l’auto da corsa Simson Supra). Nel 1936, durante il periodo nazista, la famiglia fu costretta a cedere l’azienda a un prezzo irrisorio e a scappare negli USA. Con la nascita della DDR, la fabbrica divenne un’impresa statale. In una prima fase produsse ciclomotori su incarico dell’amministrazione militare sovietica, per poi consolidare la propria identità proprio attraverso i modelli che avrebbero segnato un’epoca nella Germania Est. Dopo la riunificazione tedesca, i discendenti della famiglia Simson tentarono di riottenere il possesso dell’azienda, ma il piano non ci riuscì; lo Stato tedesco riconobbe comunque alla famiglia un indennizzo pari a 18,5 milioni di marchi. La fabbrica ha invece definitivamente chiuso nel 2002.

Il Simson S51 usato da Björn Höcke

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Durante la campagna per le elezioni regionali in Turingia, Höcke ha utilizzato la S51 (qui sopra) sia per fotografie che per tour con sostenitori. Il Simson S51 è uno dei modelli più celebri prodotti nella DDR, assemblato tra gli anni 1980 e 1990. Monta un monocilindrico a due tempi da circa 50cm³, raffreddato ad aria da 3,7CV e coppia di circa 5Nm. La trasmissione è su 4 marce con catena finale. Il telaio è semplice, ma robusto, con forcella telescopica anteriore e doppi ammortizzatori posteriori. I freni, ovviamente, sono a tamburo. Pesa un’ottantina di kg e, a seconda della versione, può raggiungere velocità comprese tra i 60 e gli 80km/h. Un mezzo “essenziale”, facile da mantenere ed estremamente affidabile. 

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