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Spy story: Moto Morini torna alle grosse cilindrate con una crossover

A quanto pare in Moto Morini si pensa in grande, l’ultimo progetto sbucato in rete è quella di una maxi endurona con bicilindrico che pare essere derivato dal precedente 1187 cm³ Corsa Corta

Spy story: Moto Morini torna alle grosse cilindrate con una crossover
Moto Morini si prepara a tornare nel segmento delle grosse cilindrate con una endurona spinta da un motore derivato dal bicilindrico a V Bialbero CorsaCorta di 1187 cm³ a suo tempo montato sulla Corsaro, sulla Scrambler, la Granpasso. L’intenzione appare evidente dalle nuove registrazioni di design del marchio che fu bolognese ora è cinese: l’ultimo progetto è rivolto al segmento delle entrofuoristrada ed è caratterizzato da forme sinuose e avvolgenti, in particolare il grande serbatoio e i convogliatori del radiatore, ma anche la sella del passeggero con grandi maniglie di sostegno, e il parabrezza verticale come quelli nelle moto che corrono la Dakar. Non sarà una moto da fuoristrada impegnato, o almeno non si direbbe osservando che i cerchi sembrano essere di 19” l’anteriore e 17” il posteriore, quando per le endurone più specialistiche si usano 21”/18”, e suggerisce la stessa cosa il parafango anteriore aderente alla ruota. Dunque nonostante la piastra paramotore sarà qualcosa di più vicino a una crossover stradale, dotato di una robusta forcella a steli rovesciati e sospensione posteriore con un unico ammortizzatore a serbatoio separato. Le pinze freno anteriori a fissaggio radiale dovrebbero essere di produzione Brembo e questo porta a pensare che tutta la componentistica sarà di un certo livello, adeguata a una moto di fascia medio-alta.

Motore aggiornato
A colpire maggiormente però è il motore di grossa cilindrata che pare essere derivato dal precedente 1187 cm³. Sono stati modificati i carter esterni ma la struttura è rimasta quella, del resto il bicilindrico a V progettato da Franco Lambertini aveva un grande potenziale che non era ancora stato sviluppato fino in fondo quando l’avvento della normativa Euro 5 sulle emissioni ne determinò l’uscita di produzione. Pare che ora sia stato rivisto e che verrà montato su un telaio a doppio trave in fusione di alluminio.
Il ritorno alle grosse cilindrate del resto era già stato messo in preventivo dalla attuale proprietà cinese Zhongneng, che dopo l’acquisizione ha sviluppato l’attuale gamma spinta da motori bicilindrici paralleli di 650 cm³ derivati da una unità di CFMoto. Per ora la gamma è composta da due modelli, la adventure X-Cape e la roadster Seiemmezzo, entrambe prodotte in Cina. Se le cose andranno avanti, la 1187 cm³ potrebbe essere una piattaforma da cui sviluppare numerosi altri modelli.

 



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