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Sprint 440: l'Harley-Davidson ora costa poco

Mono raffreddato ad aria e olio, sella bassa che a Varese conoscono bene: la Sprint 440 è la Harley con cui Milwaukee punta ai neopatentati

Un nome che viene da Varese

C'è un filo sottile che lega la nuova Sprint 440 alla Lombardia. Il nome non è nuovo: negli anni Sessanta Sprint era la monocilindrica leggera che l'Aermacchi costruiva a Varese con il marchio Harley-Davidson sul serbatoio, il primo vero tentativo della Casa americana di vendere una moto piccola e accessibile (qui la sua storia). Oltre sessant'anni dopo l'idea è la stessa, cambia il passaporto: la nuova Sprint nasce dalla collaborazione con l'indiana Hero MotoCorp e sfrutta la piattaforma 440 già vista sulle X440 e X440T, finora vendute solo sui mercati orientali. Il debutto pubblico è previsto a EICMA, dal 5 all'8 novembre a Milano; l'arrivo nelle concessionarie avverrà con tempi diversi da mercato a mercato.
Il CEO Artie Starrs ha indicato chiaramente a chi è rivolta: chi si avvicina alle due ruote per la prima volta, chi torna in sella dopo una pausa e chi, pur avendo esperienza, vuole una moto semplice. Con 20 kW di potenza massima rientra ambiamente nei limiti della patente A2 senza bisogno di depotenziamenti.

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Bassa, compatta e da cruiser vera

Rispetto alla X440, più vicina a una naked, la Sprint cambia del tutto impostazione. La ruota anteriore cresce a 19 pollici con pneumatico 100/90, dietro c'è un cerchio da 17 con una gomma bella larga, 150/60. I cerchi sono in lega a dieci razze, la forcella è una steli rovesciati da 43 mm a doppia cartuccia con 130 mm di escursione, mentre al posteriore lavorano due ammortizzatori con serbatoio separato piggyback, regolabili nel precarico su sette posizioni. L'escursione della ruota dietro si ferma però a 76 mm: è il prezzo da pagare per abbassare la moto. La sella, misurata con il pilota a bordo, è infatti a 67,1 cm da terra, ma chi ha le gambe lunghe o corte può scegliere tra la Tallboy, che alza la seduta di circa 5 cm e la arretra di 6,4, e la Reach, che porta il pilota circa 2,5 cm più vicino al manubrio. Il peso in ordine di marcia è di 189 kg.
Lo stile pesca dal repertorio di famiglia: faro sospeso, sella fastback, parafango posteriore corto e silenziatore rastremato. Sul fianchetto debutta Harley Hare, una lepre stilizzata che fa da mascotte del modello, mentre le colorazioni sono tre, Dark Billiard Gray, Vivid Black e Teal Thunder, tutte con grafica arancione a scacchi sul serbatoio. Serbatoio che però contiene appena 9 litri, contro i 13,5 della X440: con il consumo dichiarato di 3,1 litri ogni 100 km l'autonomia teorica resta comunque intorno ai 290 km.

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Il mono resta quello, l'elettronica è essenziale

Sotto il serbatoio nessuna sorpresa. Il monocilindrico di 440 cm³ è a corsa lunga, ha un solo albero a camme in testa, due valvole, raffreddamento ad aria e olio, iniezione elettronica e un contralbero di bilanciamento. Eroga 27 CV a 6.000 giri e 38 Nm a 4.000, con un rapporto di compressione di 9,81:1. Il cambio è a sei marce, con quinta e sesta lunghe per tenere basso il regime in autostrada, e la frizione è assistita e antisaltellamento.
Sul fronte elettronico il comunicato non parla né di acceleratore ride-by-wire né di controllo di trazione: la dotazione si limita all'ABS di serie, con disco anteriore da 320 mm e pinza a due pistoncini e disco posteriore da 240 mm. Completano il quadro l'illuminazione full LED, la presa USB-C sopra il faro e un display TFT a colori da 3,5 pollici incastonato in una cornice tonda. Al lancio il catalogo accessori comprende già borse laterali in tessuto, sissy bar con schienalino, sella monoposto Brawler, manubrio più piatto, paramotore tubolare, parabrezza a sgancio rapido e la collezione Willie G Skull, perché diciamolo: una Harley senza teschi non sarebbe del tutto una Harley.

Il prezzo è ok

Altro punto forte di questa piccola Harley-Davidson è il prezzo di listino che è senza dubbio aggressivo, si parte infatti da 5.790 euro.

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