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Sicurezza stradale, ecco lo Standard per la comunicazione tra moto e altri veicoli

Nei giorni scorsi CMC e FIM hanno lanciato uno standard per adeguare moto e scooter al C-ITS, acronimo di Cooperative Intelligent Transport System, il  sistema che in un futuro non troppo lontano permetterà ai veicoli di dialogare tra loro e scambiarsi informazioni in grado di rendere la circolazione più sicura

Sicurezza stradale, ecco lo Standard per la comunicazione tra moto e altri veicoli
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Il futuro va nella direzione di un reciproco scambio di informazioni fra i veicoli che si muovono sulla strada; ad esempio la loro posizione e il loro movimento, per attuare di conseguenza strategie legate alla sicurezza della circolazione. Non è solo una considerazione generica: esiste già dal 2016 un gruppo riunito sotto la sigla CMC, cioè Connected Motorcycle Consortium (Consorzio della Motocicletta Connessa) costituito per instaurare una collaborazione fra costruttori, fornitori, ricercatori ed associazioni al fine di inserire moto e scooter nel futuro della mobilità connessa. Il fine ultimo è quello della sicurezza, in tutto e per tutto condiviso dalla FIM, la federazione motociclistica internazionale.
Così assume particolare importanza il fatto che entrambe le organizzazioni, congiuntamente, nei giorni scorsi abbiano lanciato uno standard per adeguare moto e scooter al C-ITS, acronimo di Cooperative Intelligent Transport System (Sistema di Trasporto Cooperativo Intelligente). Più semplicemente, si tratta del sistema che in futuro forse non troppo lontano permetterà ai veicoli di “parlarsi scambievolmente”.
Per arrivare a definire lo standard sono stati stilati una serie di documenti che affrontano vari temi, tra i quali le condizioni scatenanti di un incidente, l’accuratezza della localizzazione, algoritmi e dati comunicati, interfaccia del pilota e prestazioni dell’antenna. La CMC ha lavorato su una trentina di applicazioni per definire questa tecnologia che va dall’avvertimento al conducente alla localizzazione della stazione di rifornimento o di ricarica più vicina, o alla segnalazione di presenze negli angoli ciechi.
Uno dei pericoli che più semplicemente potrebbero venire evitati è la classica situazione ”ho guardato ma non ho visto” in cui un automobilista parte tagliando la strada a un motociclista in arrivo: lo standard C-ITS prevede che senza intervento dei conducenti la moto possa avvisare della sua presenza l’automobile, inducendo l’attivazione del sistema di frenata autonoma di emergenza.
Il presidente della FIM Jorge Viegas ha dichiarato: «È difficile integrare la tecnologia nelle motociclette, ma è chiaro che ce ne sono alcune le quali possono migliorare la sicurezza. Insegniamo ai motociclisti l’importanza del contatto visivo con gli altri utenti della strada, ma permettere alle motociclette di “parlare alle auto” aggiunge un altro livello di comunicazione che sicuramente salverà migliaia di vite nei decenni a venire».

 



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