NOVITA' MOTOCICLISMO

Scooter 3 ruote in autostrada: niente soluzione col Decreto Rilancio?

Secondo il nostro Codice della strada i tre ruote omologati come tricicli non possono andare in autostrada, un controsenso visto che sono tra i mezzi più sicuri in circolazione. La soluzione a questo classico "pasticcio all'italiana" è in un emendamento inserito nel Decreto Rilancio e ritirato a sorpresa ieri sera per lotte politiche interne ai partiti. Il presidente di ANCMA ora si appella al Governo e al Parlamento per trovare una soluzione 

Scooter 3 ruote in autostrada: niente soluzione col Decreto Rilancio?
Tre ruote ancora fuori dalle autostrade
Arriva ancora uno stop per la norma che avrebbe dovuto dare il via libera ai tre ruote omologati come “tricicli” in autostrada e che invece, stando a quanto prevede il nostro “vetusto” Codice della strada, al momento non possono accedervi (qui vi spieghiamo chiaramente quali sono i problemi).
Nello scorso novembre sembrava che l’aggiornamento delle norme sarebbe arrivato con la Finanziaria entro dicembre 2019, poi è slittato a febbraio 2020... ed è finito in un angolo a causa del coronavirus. Nelle scorse settimane finalmente l'aggiornamento era stato inserito in un emendamento del Decreto Rilancio (ne abbiamo parlato qui) e finalmente tutto sembrava andare per ilverso giusto.
Oggi invece la doccia fredda: a sorpresa l’emendamento che avrebbe dovuto mettere le cose a posto è stato ritirato. 
Sconcerto da parte di ANCMA che ha diffuso un duro comunicato: "Abbiamo appreso con sorpresa da fonti parlamentari del ritiro dell'emendamento al Decreto rilancio, depositato dall'On. Nobili in fase di conversione e finalizzato a introdurre alcune importanti modifiche al codice della strada: è una decisione che prende in contropiede il mondo delle due ruote”. È quanto ha dichiarato stamane il Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), sottolineando che il dispositivo prevedeva “importanti novità, tra cui l'introduzione della strada urbana ciclabile, del doppio senso ciclabile e la regolamentazione dell'accesso in autostrada di tricicli basculanti omologati L5e”.

Secondo voci di corridoio, l'emendamento è stato ritirato perché sarebbe venuto a mancare l'appoggio di forze politiche inizialmente favorevoli. Gli scooter non c'entrano: la posta in gioco sarebbe puramente politica. Ma chi ci rimette sono le due ruote, come al solito.

Nella nota diffusa da ANCMA infatti si legge che “queste misure sono destinate a favorire lo sviluppo di una mobilità urbana green e l'utilizzo di biciclette e motoveicoli a tutto vantaggio dell'ambiente e della sostenibilità. In attesa di conoscere le motivazioni di questa decisione - che tanto più ci sorprende in quanto l'emendamento aveva ottenuto, a quanto ci risulta, il parere favorevole da parte del Ministero dei Trasporti - non possiamo che appellarci al Governo e al Parlamento affinché ripropongano in Aula queste modifiche, consentendo al nostro Paese di fare un altro piccolo ma decisivo passo verso la mobilità del futuro".
Speriamo che qualcuno ascolti questo appello.

 



NOTIZIE CORRELATE
  • News
    22 Giugno 2020
    L’ente che gestisce la strada è tenuto a rimuovere tutte le insidie che possono causare incidenti, altrimenti sarà responsabile di eventuali danni. La Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui i danni dovuti alla cattiva manutenzione devono imputarsi al proprietario o al gestore della strada, salvo che questi dia prova del caso fortuito
  • Politica e trasporti
    20 Giugno 2020
    Dopo quasi un anno di palleggio tra il Ministero dell'Interno e quello dei Trasporti, con la Polizia Stradale che chiudeva un occhio (ma non le assicurazioni), la soluzione dei problemi per la circolazione degli scooter L5e a tre ruote in autostrada potrebbe arrivare a metà luglio con la conversione in legge del Decreto Rilancio 
  • News
    11 Giugno 2020
    Il pagamento dei bolli auto e moto in molte regioni italiane è stato sospeso nell’attesa che i blocchi imposti dal lockdown venissero allentati. Ora che gli spostamenti sono liberi e le attività commerciali sono tutte riaperte si può tornare a pagare la tassa di possesso. Ecco l’elenco completo delle regioni che hanno previsto questa agevolazione e i nuovi termini per i pagamenti