Royal Enfield Flying Flea C6: la moto elettrica da 2.000 euro
In India costerà meno di 3.000 euro, da noi probabilmente di più. Ma il punto è un altro: stile, sostanza e prezzo giusto, tutto assieme nel segmento elettrico non si erano mai visti insieme
Il prezzo che fa pensare
Nel mondo delle moto elettriche si parla sempre di autonomia, di kW e di tempi di ricarica. Raramente si parla di prezzo, perché di solito è il dato che rovina il quadro. Con la Flying Flea C6, Royal Enfield prova a cambiare le regole: in India, dove la commercializzazione è partita il 10 aprile dal primo showroom dedicato a Bengaluru, il listino attacca a 2,79 lakh di rupie — circa 2.800 euro al cambio attuale. Chi sceglie la formula Battery-as-a-Service, cioè compra la moto senza batteria e paga un abbonamento per il pacco energetico, scende addirittura a 1,99 lakh, poco più di 2.000 euro. Prime consegne previste per fine maggio. Ovvio, l'India è un altro pianeta dal punto di vista del posizionamento dei prezzi, e nessuno si illude di trovare la C6 in un concessionario europeo a queste cifre. Ma il segnale è chiaro: Royal Enfield non vuole fare la moto elettrica per pochi, vuole fare quella per tutti. O almeno per molti. Se il prezzo europeo dovesse attestarsi — ed è un "se" grosso come una casa, nulla di ufficiale — intorno ai 5.000 euro, la C6 andrebbe a occupare un posto che oggi è semplicemente vuoto: la moto elettrica urbana che ha stile, dotazione seria e costa meno di uno scooter 300 termico di marca. In mezzo, al momento, ci sono solo le proposte cinesi (economiche ma spesso anonime) e prodotti che partono da cifre ben più impegnative.
Non solo bella
La C6 l'avevamo già incrociata: debutto a EICMA 2024 come manifesto del nuovo marchio Flying Flea, il brand che Royal Enfield ha creato apposta per le elettriche, e ritorno a EICMA 2025 in versione definitiva, insieme alla sorella scrambler S6. Ora che si compra davvero (almeno in India), il pacchetto tecnico merita un'occhiata con calma. Il motore sincrono a magneti permanenti eroga 15,4 kW e 60 Nm, abbinato a una trasmissione a cinghia, il tutto su 124 kg di peso. L'accelerazione da 0 a 60 km/h in 3,7 secondi e i 115 km/h di velocità massima la collocano nel territorio dell'urbano con qualche capatina in tangenziale, senza troppe pretese autostradali, ma con brio sufficiente a non farsi mettere in riga dal primo scooter al semaforo. La batteria da 3,91 kWh è compatta — scelta voluta per contenere peso e costo — e si ricarica dal 20 all'80% in circa 65 minuti con il caricatore di bordo integrato. L'autonomia dichiarata secondo il ciclo IDC indiano è di 154 km, un dato che nella guida reale potrebbe scendere verso i 100 km, ma finché non ci si sale sopra resta un'ipotesi.
Dotazione al top
Dove Royal Enfield ha calcato la mano è nella dotazione: ABS cornering (su una moto da 3.000 dollari, non è cosa da poco), controllo di trazione, frenata rigenerativa a due stadi configurabile, cinque mappe motore, display TFT touchscreen con Google Maps integrato, connettività e ricarica wireless per lo smartphone, con sistema operativo proprietario su chip Qualcomm. Roba che su moto che costano il doppio non sempre si trova. Il pezzo forte estetico è la forcella in alluminio, citazione del design anni Quaranta della Flying Flea originale, quella con cui i paracadutisti britannici si lanciavano dagli aerei, rivisitata in chiave moderna. L'esoscheletro in alluminio forgiato riprende la gabbia di protezione del modello bellico, mentre il carter batteria in magnesio alettato tiene insieme leggerezza e gestione termica. Al lancio due colori: Flea Green e Storm Black. Per l'Europa nessuna data certa, ma è ragionevole aspettarsela entro fine anno. A quel punto si capirà se la piccola Flying Flea è davvero la moto elettrica che mancava, o solo l'ennesima promessa ben vestita.