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Royal Enfield flat track, i segreti della FT MK2 450 che va al mondiale

Dalle strade bianche dell'Himalaya ai circuiti ovali del Campionato del Mondo FIM, l'incredibile trasformazione di una moto da  strada diventata vincente

Nel mondo delle competizioni, per arrivare alla vittoria ci vuole una base “sportiva”. Royal Enfield, in collaborazione con gli esperti di Harris Performance, ha deciso di invertire la rotta. La FT MK2 è il risultato di questa sfida: una moto che mantiene il "cuore" della produzione di serie ma sulla terra battuta ha saputo tirare fuori gli artigli.

Uno Sherpa tranquillo

Il punto di partenza del progetto è la piattaforma Sherpa, utilizzata da Himalayan e Guerilla. Originariamente concepita per moto stradali tuttofare questo monocilindrico da 452cc è diventato però la base perfetta per entrare nella classe leggera del Flat Track.

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Mentre il motore di serie dell'Himalayan 450 eroga circa 40 CV, la versione FT MK2 è stata portata a una potenza stimata tra i 45 e i 50 CV attraverso una gestione elettronica dedicata, un sistema di scarico ad alte prestazioni e un'aspirazione ottimizzata. Il vero vantaggio rispetto ai rivali, tuttavia, non è la potenza massima, ma la fluidità di erogazione. Questa caratteristica permette al pilota di trovare trazione in uscita di curva, dove i motori più nervosi tendono a far slittare eccessivamente lo pneumatico posteriore.

Una dieta da 65 kg

Se il motore è il cuore, il telaio è lo scheletro che permette la magia. Sviluppato da Harris Performance, dal 2015 di proprietà del costruttore indiano, il telaio della MK2 è un'opera d'arte in acciaio al carbonio manganese, utilizzato in ambito aerospazioale. Le differenze tecniche rispetto alla versione stradale sono radicali.

Peso: la moto è stata sottoposta a una cura dimagrante estrema. Dai 196 kg dell'Himalayan standard, la FT MK2 scende a circa 120-130 kg, eliminando ogni componente superfluo.

Geometrie: il baricentro è stato abbassato drasticamente per migliorare l'agilità.

Ciclistica: ruote da 19 pollici su entrambi gli assi (standard nel Flat Track) e l'assenza totale del freno anteriore, come previsto dal regolamento.

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Traiettorie differenti

Grazie a questa configurazione, la moto permette al pilota di disegnare traiettorie diverse rispetto alla concorrenza, offrendo vantaggi nella gestione dei sorpassi.

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Gary Birtwistle e l’arte dello sviluppo

Il pilota incaricato di portare in gara questo prototipo è il britannico Gary Birtwistle. Birtwistle ha accettato il progetto consapevole della differenza tecnica iniziale tra la MK2 e le moto da competizione della concorrenza. "Sapevo che all'inizio non avrei vinto subito, ed ero d'accordo con questo," ha dichiarato Birtwistle, sottolineando come il progetto riguardi il processo di crescita e il vedere fin dove ci si può spingere.

I risultati, tuttavia, non hanno tardato ad arrivare. Dopo aver dominato il Campionato Nazionale UK nel 2023 (vincendo sia nella categoria Pro che Twin), la MK2 è ora approdata sul palcoscenico del Campionato del Mondo FIM Flat Track. Per Birtwistle, ottenere un podio con questa moto è una vittoria speciale, poiché significa battere macchine nate solo per la pista partendo da una base stradale.

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