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Roma, buche maledette: muore una motociclista di 26 anni

Roma, una ragazza di 26 anni perde il controllo della moto e muore sul colpo. Buche maledette: la denuncia della madre si aggiunge alle già numerose segnalazioni dei cittadini che, più volte, hanno denunciato il pessimo stato della strada. È una situazione più che nota ma che, tra polemiche e ritardi, ancora non vede soluzione

Roma, buche maledette: muore una motociclista di 26 anni
Buche maledette
Roma piange un altro motociclista vittima delle pessime condizioni stradali: Elena, 26 anni, ha perso il controllo della moto a causa di una buca sulla strada o, forse, di una radice che spuntava dall’asfalto. L’incidente è avvenuto domenica all’altezza del Cineland di Ostia. Secondo i testimoni, la ragazza non avrebbe effettuato alcuna manovra pericolosa e procedeva anzi a bassa velocità: improvvisamente è stata sbalzata dalla moto, una Hornet 600, urtando violentemente contro il guard rail e perdendo il casco. Elena è morta sul colpo e a nulla sono serviti i soccorsi giunti sul posto.
La madre denuncia le “buche maledette” di cui via Ostiense è costellata. Un fatto noto e più volte denunciato dai cittadini.  Per il momento, la Procura è in attesa dei risultati dei rilievi effettuati dagli agenti del X Gruppo Mare, per disporre poi una consulenza e verificare le condizioni dell'asfalto. Successivamente si procederà all' acquisizione in Campidoglio della documentazione relativa agli appalti per rimettere in sesto la strada. 
Sempre che poi i lavori si facciano per davvero. L’incidente non è purtroppo il primo e riaccende le polemiche che, a dirla tutta, sono si sono mai spente: a inizio marzo, la sindaca Raggi aveva annunciato il via ai lavori straordinari per circa 17 milioni di euro - il cosiddetto “Piano Marshall” - necessari cioè a riparare le buche scoperchiatesi a causa, anche, dell’ondata di maltempo. Ma c’è polemica, ci sono gli 11 milioni già stanziati nel 2017 con il piano #StradeNuove e le macchine “tappa buche” che non partono. Poi ci sono i ritardi, le “toppe” che non hanno retto alle piogge, la lentezza nell’assegnazione delle gare necessarie a dare il via ai lavori e le interminabili polemiche sollevate da assessori e addetti vari.
Al di là delle schermaglie politiche, la situazione rimane gravissima e a farne le spese continuano, come sempre, ad essere i cittadini.