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Radar per l’angolo cieco su qualsiasi moto. Ecco come e a che prezzo

I sistemi che controllano ciò che accade alle spalle del motociclista non sono più riservati alle maxi costose. Indimate propone un kit retrofit con radar posteriore e spie luminose, installabile praticamente su qualsiasi moto o scooter con impianto a 12 V

Anche su quelle che non ce l’hanno

Fino a pochi anni fa sembrava roba da automobili di lusso, poi i radar hanno cominciato a farsi strada anche sulle moto. La Ducati Multistrada V4 è stata tra le prime a utilizzare un radar posteriore per sorvegliare l’angolo cieco, soluzione oggi presente su diversi modelli di fascia alta. Il problema, naturalmente, è che per averla bisognava comprare una moto che ne fosse già dotata.
A colmare almeno in parte la distanza ci prova Indimate, azienda tedesca di cui avevamo già parlato su inSella quando aveva presentato il dispositivo ideato per avvisare il motociclista delle frecce dimenticate accese. Un progetto evolutosi a distanza di qualche anno nel Blind Spot Radar, sistema aftermarket pensato per aggiungere il controllo dell’angolo cieco anche alle moto che ne sono sprovviste.

Un radar guarda dietro

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Il cuore del kit è un sensore radar a 77 GHz da installare nella parte posteriore della moto, per esempio sotto il fanale o in prossimità del portatarga. Secondo i dati dichiarati, il suo campo di rilevamento copre circa 150 gradi, permettendo di individuare i veicoli che sopraggiungono lateralmente e potrebbero risultare invisibili negli specchietti.
Quando viene rilevata una presenza, il motociclista viene avvertito attraverso due spie luminose, da montare sugli specchietti oppure sul manubrio. Il principio è quindi simile a quello dei sistemi montati di serie sulle auto o sulle moto più sofisticate: si accende la spia sul lato dal quale sta arrivando il veicolo. Il dispositivo può inoltre comunicare via Bluetooth con lo smartphone e, attraverso l’app Indimate e l’interfono del casco, aggiungere segnalazioni acustiche. Il radar, comunque, può funzionare anche senza telefono e interfono: l’app serve solo per sfruttare alcune funzioni supplementari, tra cui gli avvisi sonori e la regolazione delle soglie di intervento.

Sa anche quando mettete la freccia

C’è poi un’altra funzione interessante. Il Blind Spot Radar viene collegato anche ai cavi degli indicatori di direzione e può quindi mettere in relazione ciò che il radar vede con la manovra che il motociclista sta per compiere. Se, per esempio, viene inserita la freccia a sinistra mentre un veicolo si trova nell’area sorvegliata su quel lato, il sistema può rendere più evidente l’avvertimento. Rimane inoltre la funzione dalla quale era nato il primo Indimate: il promemoria per gli indicatori di direzione lasciati accesi, un dettaglio tutt’altro che secondario sulle moto che non dispongono del disinserimento automatico.

Non è regalato, ma si monta in meno di un’ora

Secondo Indimate il sistema è compatibile con praticamente tutte le moto e gli scooter dotati di batteria a 12 V, indicatori di direzione e uno spazio adeguato per fissare il radar. L'installazione richiede indicativamente 30-45 minuti e prevede il collegamento alla batteria e ai cavi delle frecce, oltre naturalmente al montaggio del radar e delle spie.
Nella confezione sono previsti diversi supporti e anche un adesivo 3M VHB, così da poter trovare una sistemazione adatta senza necessariamente forare parti della moto. Quando il veicolo rimane fermo, il dispositivo entra automaticamente in modalità di riposo per limitare l'assorbimento dalla batteria. Acquistabile direttamente dal sito Indimate, è poposto al prezzo di  349 euro. Vero, non sono pochi per un accessorio, ma la particolarità sta nella possibilità di aggiungere a una moto anche non recente una funzione che fino a poco tempo fa era appannaggio quasi esclusivo delle maxi di fascia alta.
 

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