Nuovo Google Maps, più intelligenza per guidatori più incapaci
L’app di navigazione più diffusa al mondo cambia volto: mappe tridimensionali, navigazione più chiara per chi guida e, ormai irrinunciabile, assistenza basata sull’intelligenza artificiale. Il rilascio sarà graduale: prima tocca agli USA e all’India
Mappe 3D e ricerca con l’AI
Importanti novità per chi usa Google Maps per spostarsi ogni giorno, in auto o in moto. L’app di navigazione di Google ha infatti avviato il rilascio di quello che l’azienda definisce il più grande aggiornamento degli ultimi dieci anni, un pacchetto di novità che introduce grafica tridimensionale, nuove funzioni di assistenza alla guida e un sistema di ricerca basato sull’intelligenza artificiale. Non si tratta di un semplice restyling grafico: l’obiettivo è rendere la navigazione più intuitiva e vicina alla realtà, migliorando allo stesso tempo la capacità dell’app di suggerire servizi e punti di interesse lungo il percorso.
Navigazione più realistica con la modalità immersiva
La novità più evidente riguarda la cosiddetta Immersive Navigation, una modalità cioè che modifica radicalmente il modo in cui viene visualizzato il percorso. La mappa non sarà più rappresentata soltanto con la classica grafica bidimensionale: durante il tragitto l’ambiente circostante verrà ricostruito in tre dimensioni, con edifici e contesto urbano molto più riconoscibili. L’idea è quella di avvicinare la visualizzazione dell’itinerario a ciò che il conducente vede realmente davanti a sé. Questo dovrebbe rendere più semplice orientarsi nei punti critici del percorso, come incroci complessi o svincoli autostradali. La nuova interfaccia evidenzierà inoltre informazioni utili per la guida, tra cui corsie di marcia, attraversamenti pedonali, semafori e segnaletica stradale. A supportare la navigazione ci sarà anche uno zoom dinamico, pensato per mettere automaticamente in primo piano i passaggi più delicati del tragitto.
L’intelligenza artificiale entra nella ricerca
Un’altra novità importante riguarda l’integrazione di Gemini, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato da Google. Grazie a questa tecnologia nasce Ask Maps, una funzione che trasforma la ricerca all’interno dell’app in una vera “interazione conversazionale”. Tradotto: invece di inserire parole chiave come “ristorante” o “parcheggio”, gli utenti potranno formulare richieste più articolate. Ad esempio si potrà chiedere qualcosa come: trovare un bar tranquillo lungo il percorso, con Wi-Fi e parcheggio nelle vicinanze. L’intelligenza artificiale analizzerà il percorso, i dati delle recensioni e le informazioni disponibili per suggerire soluzioni pertinenti. L’aggiornamento introduce anche alcune funzioni pensate per la fase finale del viaggio. L’app dovrebbe aiutare a individuare con maggiore precisione l’ingresso degli edifici, spesso difficile da riconoscere nei grandi complessi urbani, e a capire dove conviene parcheggiare. Inoltre sarà più semplice confrontare percorsi alternativi, valutando rapidamente i possibili compromessi tra tempi di percorrenza e traffico.
Rilascio graduale
Le nuove funzioni verranno introdotte progressivamente. La navigazione immersiva debutterà inizialmente negli Stati Uniti, per poi essere estesa ad altri Paesi. Lo stesso vale per Ask Maps, che inizierà il suo rollout partendo da USA e India, prima di arrivare sugli smartphone del resto del mondo. L’aggiornamento interesserà ovviamente tutte le principali piattaforme: dispositivi iOS e Android, i sistemi per auto come Apple CarPlay e Android Auto, oltre ai veicoli che integrano nativamente i servizi Google.
Il prossimo passo? Far guidare direttamente l’auto
Le novità introdotte da Google Maps promettono di rendere la navigazione ancora più semplice e precisa. Mappe tridimensionali, segnalazioni dettagliate e suggerimenti generati dall’intelligenza artificiale possono senza dubbio aiutare chi guida, soprattutto in contesti complessi come i grandi svincoli o i centri urbani più trafficati. Allo stesso tempo viene spontaneo chiedersi se una quantità sempre maggiore di informazioni sullo schermo non rischi, in alcuni casi, di ottenere l’effetto opposto: invece di aiutare a concentrarsi sulla strada, potrebbe finire per distrarre ulteriormente il conducente. Un equilibrio non sempre facile da trovare, soprattutto mentre le interfacce diventano sempre più ricche e dinamiche.
C’è poi un altro aspetto interessante. Negli ultimi anni ci siamo abituati a delegare sempre più compiti alle applicazioni di navigazione: prima hanno sostituito lo stradario cartaceo, poi hanno iniziato a suggerire il percorso più rapido. Ora arrivano funzioni che indicano dove parcheggiare o persino dove si trova l’ingresso esatto di un edificio. Intendiamoci, non è necessariamente un male: la tecnologia serve anche a semplificare la vita. Ma è difficile non notare come questa evoluzione segua una direzione molto chiara, quella di sistemi sempre più autonomi e capaci di prendere decisioni al posto nostro. In fondo è lo stesso percorso che sta portando allo sviluppo delle auto a guida autonoma, già stabilmente presenti in alcune città degli Stati Uniti. A questo punto si potrebbe pensare che, dopo quello in arrivo nelle prossime settimane, il prossimo grande aggiornamento di Google Maps non sarà pensato per chi guida… ma direttamente per l’auto che guida da sola...
A proposito: Auto a guida autonoma: i motociclisti possono fidarsi dell’intelligenza artificiale?