MV Agusta è in agonia, produzione ferma. La preoccupazione dei sindacati
MV conferma le difficoltà finanziarie ma rivendica vendite in crescita. Secondo i sindacati a Schiranna la produzione è ferma da aprile
Due fotografie che non coincidono
Da una parte 2.166 moto immatricolate nel mondo nei primi sei mesi del 2026, il 3,4% in più rispetto alle 2.094 dello stesso periodo del 2025, con l'Italia salita da 500 a 644 unità (+28,8%), la Francia a +42,3% e gli Stati Uniti a +24,2%. Dall'altra uno stabilimento dove, secondo i sindacati, la produzione è ferma da aprile. Sono le due facce di MV Agusta in questo inizio di settembre: quella che la Casa di Schiranna ha scelto di mostrare nel comunicato diffuso oggi, venerdì 11 settembre e quella descritta da Uil e Fiom Cgil di Varese al quotidiano Il Giorno. Le due cose, a ben vedere, possono convivere. Le immatricolazioni contano le moto consegnate ai clienti finali, che possono arrivare anche dalle scorte della rete, non quelle uscite dalla fabbrica. Sulla produzione il comunicato non dice nulla, ma l'azienda mette nero su bianco le proprie difficoltà operative e finanziarie e conferma l'accesso alla composizione negoziata della crisi.
Liquidità agli sgoccioli e trattative riservate
Il quadro tracciato dai sindacati è pesante. I 184 dipendenti sono in contratto di solidarietà, prolungato fino al 31 dicembre, e a settembre lavoreranno appena 4-5 giorni. Gli stipendi finora sono stati pagati, ma l'azienda non riuscirebbe a saldare i fornitori. Nella stessa ricostruzione compare anche una ricapitalizzazione da 35 milioni di euro attesa entro fine giugno e mai arrivata.
Per Fabio Dell'Angelo (segretario generale della Uil di Varese) MV Agusta "È in agonia", queste le sue parole riportate da Il Giorno, "Fanno un prodotto che ha ancora mercato, ma l’azienda non ha i fondi per mandare avanti l’attività. Non sono in grado di pagare i fornitori e i 184 lavoratori stanno sopravvivendo con quel poco che è rimasto – aggiunge Giorgio La Rosa della Fiom Cgil di Varese –. Finora gli stipendi li stanno pagando, ma sono tutti in contratto di solidarietà, prolungato fino al 31 dicembre”. “Questo mese lavoreranno solo 4-5 giorni – precisa Marinela Cozma della Uil –, una situazione che non può durare ancora a lungo, sta diventando insostenibile”.
Dopo il passo indietro di CFMoto, riferiscono ancora i sindacati, la speranza è appesa a una trattativa con un partner finanziario di cui non si conosce il nome. Neanche il comunicato fa nomi. Parla di diversi scenari valutati dall'azionista per il futuro assetto della società: alcuni approfonditi e poi scartati, altri ritenuti poco concreti, altri ancora in fase di valutazione. E se la prende con le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, che secondo l'azienda sarebbero in parte alimentate proprio da soggetti coinvolti, a vario titolo, in quelle trattative.
Da KTM al tribunale di Varese
La crisi arriva a poco più di un anno dal ritorno all'indipendenza. Timur Sardarov aveva rilevato la maggioranza di MV Agusta dalla famiglia Castiglioni nel 2019. Nel novembre 2022 KTM era entrata nel capitale con il 25,1%, salendo al 50,1% e al controllo nella primavera del 2024. Il tracollo finanziario del gruppo austriaco, a fine 2024, ha rimescolato di nuovo le carte. Il 31 gennaio 2025 MV annunciava che Art of Mobility, la holding lussemburghese della famiglia Sardarov, avrebbe ripreso il pieno controllo; l'operazione si è chiusa a luglio, con Luca Martin nominato amministratore delegato. In quell'occasione Sardarov si diceva certo che la squadra avrebbe portato MV Agusta verso "nuove vette". Proprio l'uscita di KTM, sostiene oggi l'azienda, ha imposto una transizione complessa, visto quanto le due realtà erano diventate integrate. Da qui la composizione negoziata, avviata ad agosto secondo la Fiom Cgil. È un percorso volontario previsto dal Codice della crisi d'impresa: l'imprenditore mantiene la gestione, ma viene affiancato da un esperto indipendente chetratta con creditori e possibili investitori. Su richiesta, l'azienda può ottenere misure protettive che impediscono ai creditori di avviare o proseguire azioni esecutive, soggette però alla conferma del giudice. Per MV Agusta, secondo i sindacati, i creditori principali sono KTM e i fornitori. L'udienza davanti al tribunale di Varese per confermare, revocare o modificare le misure protettive è fissata per il 25 novembre.
Ecco il comunicato integrale diffuso oggi da MV Agusta:
In relazione alle numerose indiscrezioni e ricostruzioni apparse recentemente su diversi organi di informazione e canali online riguardo alla situazione societaria di MV Agusta, l'Azienda ritiene opportuno fornire alcuni elementi di chiarezza.
A seguito della separazione dal Gruppo KTM e del conseguente riacquisto del 100% di MV Agusta da parte dell'azionista Art of Mobility, controllata dalla famiglia Sardarov, la Società è impegnata da mesi in un articolato percorso finalizzato a riportare MV Agusta al pieno equilibrio operativo, industriale e finanziario.
La separazione da KTM ha inevitabilmente comportato una fase di transizione significativa, considerando il livello di integrazione raggiunto tra le due realtà. Da quel momento, il management di MV Agusta ha lavorato con continuità per ristabilire progressivamente l'autonomia, i processi e le condizioni necessarie al regolare funzionamento dell'Azienda e alla costruzione del suo futuro.
Parallelamente, l'azionista Art of Mobility ha avviato e analizzato diversi tavoli relativi a possibili evoluzioni dell'assetto societario e industriale di MV Agusta. Alcune opportunità sono state approfondite e successivamente ritenute non percorribili; altre non hanno presentato i necessari requisiti di concretezza e affidabilità. Altri interlocutori e scenari sono tuttora oggetto di valutazione.
Si tratta di un processo serio e strutturato, in corso da diversi mesi, condotto con il supporto di consulenti e professionisti esterni, nell'esclusivo interesse dell'Azienda, dei suoi dipendenti, dei partner, dei creditori, della rete commerciale e di tutti gli stakeholder.
In questo percorso si inserisce anche l'accesso di MV Agusta alla Composizione Negoziata della Crisi (CNC), strumento previsto dall'ordinamento italiano per consentire alle imprese di affrontare situazioni di temporaneo squilibrio finanziario attraverso un percorso strutturato, assistito da professionisti indipendenti. La procedura consente di analizzare la situazione, confrontarsi con i diversi stakeholder e individuare le azioni più efficaci per favorire il riequilibrio e il rilancio dell'attività. L'accesso alla CNC presuppone concrete prospettive di risanamento e rappresenta, per MV Agusta, uno degli strumenti a supporto del percorso già intrapreso.
Nonostante la complessità della fase attraversata, i risultati commerciali confermano la forza del marchio e l'interesse dei clienti nei principali mercati internazionali.
Nel primo semestre 2026, MV Agusta ha registrato 2.166 immatricolazioni retail a livello globale, in crescita del 3,4% rispetto alle 2.094 unità dello stesso periodo del 2025, su base omogenea.
L'Italia, primo mercato del marchio, ha registrato una crescita del 28,8%, passando da 500 a 644 motociclette. Risultati positivi sono stati ottenuti anche in Francia, con una crescita del 42,3%, e negli Stati Uniti, con un incremento del 24,2%.
Questi risultati non eliminano le difficoltà operative e finanziarie della fase attuale, ma confermano la solidità della domanda, il lavoro della rete commerciale e il valore industriale e commerciale che MV Agusta continua a rappresentare.
In questo contesto, MV Agusta registra con attenzione il proliferare di indiscrezioni, interpretazioni e ricostruzioni prive di riscontri oggettivi, alcune delle quali sembrano provenire o essere alimentate da soggetti che, a diverso titolo, hanno preso parte o manifestato interesse nei confronti di tali interlocuzioni.
Queste ricostruzioni, oltre a non rappresentare correttamente la situazione, rischiano di generare inutilmente confusione intorno all'Azienda in una fase nella quale è invece necessario operare con responsabilità, riservatezza e rigore.
MV Agusta non intende pertanto commentare singole indiscrezioni, né alimentare un dibattito basato su ipotesi o informazioni parziali. Qualsiasi eventuale evoluzione rilevante dell'assetto societario sarà comunicata direttamente dall'Azienda, attraverso i propri canali ufficiali, nel momento in cui esisteranno condizioni concrete e definitive per farlo.
Nel frattempo, la priorità del management rimane chiara: garantire la continuità dell'Azienda, consolidarne progressivamente l'operatività e costruire le condizioni necessarie per assicurare a MV Agusta un futuro solido, coerente con il valore di uno dei marchi motociclistici italiani più riconosciuti al mondo.