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Multe, ricorso respinto? Con il nuovo Codice non raddoppieranno più

Contestare una multa davanti al Prefetto potrebbe diventare meno rischioso: nella bozza del nuovo Codice della strada il raddoppio previsto in caso di ricorso respinto verrebbe sostituito da un aumento di un terzo 

Il ricorso "costerà" meno? 

Presentare ricorso contro una multa al Prefetto e vederselo respingere può costare caro. Con le regole attuali, infatti, l’articolo 204 del Codice della strada prevede che, se il Prefetto ritiene fondato l’accertamento, emetta un’ordinanza con cui ingiunge il pagamento di una somma non inferiore al doppio del minimo previsto per la singola violazione, oltre alle spese. 
Il nuovo Codice potrebbe però rendere decisamente meno pesante la conseguenza economica di un ricorso andato male. Secondo la bozza attualmente in discussione, il meccanismo del raddoppio dovrebbe infatti lasciare posto a un aumento pari a un terzo dell’importo originario per ciascuna violazione. 
Per fare un esempio molto semplice, prendendo come riferimento una sanzione di 150 euro, l’importo salirebbe a 200 euro anziché arrivare a 300 euro. Naturalmente questo non significa che diventerà conveniente contestare qualsiasi verbale: rimarrà necessario avere motivazioni fondate e rispettare scrupolosamente modalità e termini previsti per il ricorso.

Le multe dovranno arrivare prima

Non è l’unica modifica allo studio. Tra le proposte ufficialmente indicate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti c’è anche una forte riduzione dei tempi di notifica per le violazioni accertate da remoto. 
Oggi, in via generale, quando non è possibile contestare immediatamente l’infrazione, il verbale deve essere notificato entro 90 giorni dall’accertamento. Il nuovo Codice punta a ridurre questo termine a 30 giorni per gli accertamenti effettuati a distanza, quindi quelli affidati ai sistemi automatici di controllo. L’obiettivo è evidente: evitare che il conducente venga informato dell’infrazione a distanza di mesi, magari quando nel frattempo ha già ripetuto più volte lo stesso comportamento. La riforma dovrebbe inoltre rendere più semplice il ricorso all’autotutela, cioè la possibilità di chiedere all’amministrazione di correggere o annullare un verbale affetto da errori evidenti.

Non è ancora legge

Su un punto, però, bisogna essere chiari. Queste regole non sono ancora in vigore. La consultazione sul nuovo Codice della strada si è conclusa il 13 settembre e il testo dovrà ora completare il proprio iter. Fino all’approvazione definitiva continuano quindi a valere le norme attuali: nessun termine generalizzato di 30 giorni per le multe rilevate a distanza e, soprattutto, nessun aumento limitato a un terzo se il Prefetto respinge il ricorso. Per quello bisognerà aspettare il nuovo Codice.

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