Mr Crocodile BSA… le bicilindriche me le faccio da solo!
La passione porta a fare cose incredibili, l’australiano Doug Fraser si è costruito a mano le BSA bicilindriche che all'epoca la casa inglese non fece mai
Il Gruppo indiano Mahindra ha acquisito il marchio BSA ed è tornato sul mercato con una gamma di monocilindriche da 350 a 650 cm³, ma da oltre vent’anni un appassionato australiano costruisce modelli inediti con lo storico marchio della fabbrica di Birmingham Small Arms sul serbatoio. Genialoide e folle ma si sa, al cuore non si comanda. Doug Fraser, ingegnere elettrico specializzato in motori elettrici industriali per impieghi gravosi, oggi ha settant’anni ed è proprietario di una azienda attrezzatissima, Emu Engineering, nella quale ha costruito ben quattro moto bicilindriche a V completamente diverse tra loro.
Una storia di “follie”
Ha fatto anche altro: 25 anni fa importò dal Regno Unito una Norton Wankel della polizia con 190.000 km e la trasformò in una moto da corsa che gareggiò nella BEARS dominando le competizioni in Australia e Nuova Zelanda. Ma la ciliegina sulla torta sono le sue BSA costruite in proprio, molto diverse da qualunque moto sia mai uscita dalla Casa madre.
"Mi sono sempre piaciute le BSA bicilindriche a V, anche se sono state prodotte solo dal 1920 al 1938, nonostante fossero note per essere un po' intrattabili, pur essendo così belle – afferma –. Ma avevano ancora le molle delle valvole a vista, e non ho mai capito perché la BSA non abbia costruito una versione più moderna basata sulla monocilindrica M23 Empire Star, che era una moto brillante. Dopotutto, un bicilindrico a V non è altro che una coppia di monocilindrici che condividono lo stesso basamento! Quindi, visto che non l'hanno fatto loro, ho deciso di farlo io, e la M46 è stata il risultato”.
Da uno a due
M46 è il doppio di M23, la sigla che identificava la monocilindrica Empire Star, ed è proprio dalla Empire Star che sono stati presi i due cilindri maggiorati per portare a 1120 cm³ il motore della M46 Empire Twin a valvole laterali. È stata completata nel 2008 con oltre 1400 ore di lavoro, è dotata di un cambio Gold Star a quattro marce ravvicinate ed ha un telaio M20 modificato con una forcella traliccio.
Il motore nasce utilizzando due cilindri originali BSA. Il basamento è un protetto di Doug
Anche la Gold Star diventa bicilindrica
Nella collezione di Fraser c’è anche quella che sarebbe potuta essere una BSA Gold Star bicilindrica sportiva: si è costruito in proprio pure questa, denominandola B66 perché il motore bicilindrico a V con distribuzione monoalbero a camme in testa di 1140 cm³ impiega due cilindri BSA B33 500 cm³. Un meraviglioso falso d’epoca con avviamento elettrico, nel quale non sono d’epoca nemmeno la forcella né i freni a disco ma funzionano benissimo.
Del suo motore bicilindrico a V Fraser è contentissimo: "È quasi troppo veloce! A 113 km/h (70 mph) sul tachimetro, il motore gira a soli 3000 giri, a metà del limite. Certo, è una moto da 210 km/h (130 mph), ma ci ho fatto anche 400 km percorrendo 4000 km (2500 miglia) in due settimane per andare al raduno nazionale BSA nel Nuovo Galles del Sud. È una moto davvero comoda per i lunghi viaggi, oltre che un'ottima moto per le strade di campagna".
Per le lavorazioni c'è la moedernissima officina di Fraser
L’ultima è nata nel 2018
Come abbiamo già detto ce ne sono altre due: l'Empire Twin definitiva, denominata E120R, che ha debuttato in pista nel 2012, e la versione stradale E120S, completata nel 2018.
"Era la naturale evoluzione degli altri due modelli, a dimostrazione di come sarebbe la BSA se avesse deciso di continuare a produrre bicilindrici a V nell'era moderna –, afferma Doug –. Entrambe le prime due moto hanno molti componenti BSA e si basano sullo stile che la BSA utilizzava in quel periodo, ma purtroppo non possiamo dire con certezza come sarebbero le loro moto oggi. Ho quindi optato per un design completamente moderno nella creazione di questa, cercando di immaginare come gli ingegneri BSA avrebbero potuto reagire alle soluzioni ingegneristiche odierne".
L'ultima fatica è un motore modernissimo che non utilizza nessu pezzo di derivazione BSA
Entrambe sono spinte da un bicilindrico a V di 75° otto valvole doppio albero a camme in testa di 1194 cm³, con raffreddamento ad aria e olio e lubrificazione a carter secco, misure di alesaggio e corsa 100 x 76 mm. Il volano è esterno con un “effetto affettatrice” che ricorda tanto le moto Guzzi dei bei tempi andati. Per la BSA E120S stradale Fraser aveva pensato a un’alimentazione a iniezione, poi si è accontentato di due carburatori Amal MK3 di 38 mm Ø, per non complicarsi troppo la vita. Entrambi i motori hanno bielle in titanio Pankl e pistoni forgiati Mahle provenienti da una Porsche 996 RS, e sono pressoché identici con l’unica differenza che la versione S ha un albero a camme e una fasatura dell’accensione meno spinti, oltre al cambio a cinque marce di una Honda Varadero, mentre la E120 R ha un cambio VTR 1000 a 6 marce. Sulla stradale sospensione monoammortizzatore, su quella pista gli ammortizzatori sono due. L’avantreno è prelevato da una Honda VTR1000.
Foto e immagini