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MotoGP Starting Grid: dopo Misano Aragon, Quartararo nella tana del lupo

Il motomondiale si trasferirsce a casa Marquez: con 3 vittorie consecutive Marc è una certezza, Ducati la grande incognita. Italiani in tono minore al MotorLand, con l'eccezione di Dovizioso e Rossi

MotoGP Starting Grid: dopo Misano Aragon, Quartararo nella tana del lupo
Nemmeno il tempo di digerire la vittoria di Marquez in casa Rossi che il motomondiale si sposta ad Aragon, nella tana del sette volte (presto otto) campione del mondo. Guido Sassi ci porta ancora una volta sulla MotoGP Starting Grid con le ultime dal paddock.

La novità
L'asfalto sta diventando il grande cruccio di tecnici e piloti: le piste non cambiano più in base a curve che vengono ridisegnate, ma per il manto steso o non steso di anno in anno. Silverstone ha rifatto l'asfalto ed è diventata una pista velocissima, Misano ha mantenuto quello dell'anno precedente - aggiornato con un trattamento per la pioggia- e ha messo in crisi le Ducati, mentre ha resuscitato le Yamaha. Aragon non dovrebbe destare sorprese ma la pista spagnola è sempre un'incognita per lo scarso numero di test che le Case effettuano in questa landa desolata e difficile da raggiungere. Per il set up, chi sarà bravo a trovare la strada giusta fin dal venerdì sarà non poco avvantaggiato. Mai le prove libere sono state più importanti come in questa MotoGP; Crutchlow la scorsa settimana ha affermato che “sarebbe meglio avere subito un turno davvero libero dalla necessità di fare i tempi per entrare in Q2, altri piloti come Dovizioso la vedono nella mia stessa maniera”. Anche Cal ammette però che lo spettacolo televisivo impone regole diverse e ritmi sostenuti. D'altronde c'è che si fa trovare sempre pronto...

Che numeri
Aragon è una delle piste più “giovani” del motomondiale e si è corso solo nove volte. Nelle ultime 3 edizioni ha vinto sempre Marquez: il 93 ha faticato più del solito giusto l'anno scorso, con un Dovizioso coriaceo che si arreso solo per un bel sorpasso al 21esimo giro. Chissà che Ducati vedremo in questa edizione: quella vincente di Qatar, Mugello e Austria o la Desmosedici in crisi di grip di Misano? Le statistiche aragonesi sono impietose per l'Italia: Andrea ha ottenuto con la piazza d'onore il migliore risultato di sempre per i nostri piloti; Rossi aggiunge altri tre terzi posti, ma in generale il piatto piange. Anche nelle categorie minori le vittorie sono ampiamente contenute sulla dita di una mano: tre in totale. Iannone e Morbidelli hanno primeggiato in Moto2, Fenati in Moto3.

La sfida
Dopo i fuochi d'artificio di Misano, Quartararo è chiamato a una prova di maturità in Spagna. Difficile che possa battere Marquez a casa sua e in più bisognerà vedere se Yamaha troverà condizioni ambientali favorevoli. Aragon è una pista che generalmente si sposa bene con la M1: se El Diablo riuscisse anche solo a conquistare un altro podio vicino a Marquez, per il francese la sfida sarebbe già chiusa in pareggio. Quartararo quest'anno è salito sul podio quattro volte: lo stesso numero delle quattro precedenti stagioni nel motomondiale tra Moto3 e Moto2. Il pilota Petronas brucia le tappe e il confronto con Marquez si gioca anche su questo piano. Occhio a Vinales: il distacco rimediato da Fabio al Marco Simoncelli brucia ancora e Maverick non ha mai brillato particolarmente al MotorLand in MotoGP. Qui Top Gun non è mai salito sul podio. Sarà la volta buona?

Questa è storia
Un anno fa ad Aragon Lorenzo iniziava ufficialmente il proprio personale calvario: reduce dalla caduta di Misano, il maiorchino rimaneva vittima di un violento high side in partenza, alla prima curva. Nel tentativo di opporsi allo start bruciante di Marquez, il 99 aveva aperto il gas troppo presto. Ci fu anche un po' di polemica per la manovra del pilota di Cervera, ma come è noto Marc nel corpo a corpo non fa sconti a nessuno, né in pista e tanto meno a parole. Da quel giorno sono passati 19 gran premi e Lorenzo ne ha saltati 8: ci sono stati altri due infortuni di mezzo e lunghe convalescenze, un rapporto chiuso in maniera non idilliaca con Ducati e una relazione in Hrc decisamente insoddisfacente. Jorge stringe i denti, ma un anno senza il podio e con la miseria di 27 punti portati a casa è lunghissimo anche per uno tosto come lui. Ora ci si mette  pure il team manager Puig: “La moto si guida con coraggio” ha detto, dimenticandosi (forse) due dettagli: di essersi ritirato a causa di un bruttissimo incidente (Le Mans 1995) e che Jorge ha vinto 5 titoli mondiali tra un infortunio e l'altro. L'impressione è che il rapporto tra i due sia definitivamente rotto e che da parte di Honda ci sia la volontà di voltare pagina, così come di cambiare pilota.

Hot spot
Ribattezzato senza troppa fantasia “Il cavatappi” per una vaga somiglianza con la curva di Laguna Seca, la curva 14/15 del MotorLand è davvero un punto spettacolare. Manco a dirlo Marquez è il pilota che sa interpretarla al meglio e gira la sua moto al centro della esse in discesa con una frustata così rapida che gli altri manco lo vedono. Batterlo in quel punto è impossibile, ma vederlo correre è pur sempre uno spettacolo e in passato ci sono stati momenti davvero emozionanti: ricordate l'anno scorso? Marc, Dovizioso e Iannone arrivarono dentro la curva in tre, con lo spagnolo stretto nel panino italiano. Come riuscirono a starci dentro tutti quanti rimane un mistero ancora oggi: un motivo in più per rivedere all'infinito un episodio che fa amare senza riserve il motociclismo sportivo.


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