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MotoGP 2020: Honda, Marquez vola con il last minute

La Rc213V in versione 2020 non riesce a sfruttare le nuove gomme, al box Hrc corrono ai ripari rispolverando la moto 2019. Marquez testa il prototipo campione del mondo e una versione ibrida e in extremis trova il bandolo della matassa. Basterà? La spalla dell'otto volte iridato non è ancora perfetta, ma migliora di giorno in giorno

MotoGP 2020: Honda, Marquez vola con il last minute
Che Honda sia la sorpresa in negativo di questi test pre stagionali è opinione piuttosto diffusa, e d'altronde solo un paio di mesi fa era difficile immaginare la moto 2020 peggiore rispetto alla versione 2019, con Marquez in difficoltà nel recupero alla spalla. Il punto è che le nuove Michelin hanno sorpreso tutti e più di chiunque altro i tecnici Hrc, mentre l'otto volte campione del mondo a Sepang ha girato lontano dai propri standard, rimandando a Losail le prove qualitativamente più significative, che si sono quindi rivelate molto al di sotto delle attese.

La moto
Se si pensa che Honda aveva iniziato a mettere in pista la nuova Rc213V già a Barcellona 2019, a inizio della scorsa estate, viene da chiedersi come sia possibile che i tecnici giapponesi scoprano ora che il prototipo sia così poco competitivo. Una risposta precisa sui problemi Puig e i suoi tecnici non l'hanno data, ma si può ipotizzare che la nuova posteriore Michelin spinga troppo la moto in frenata e che la nuova aerodinamica – che aumenta il carico davanti- accentui gli aspetti negativi relativi all'inserimento in curva. Un suggerimento in tal senso lo danno le prove fatte da Marquez sia con la moto 2019 – quella in uso a Nakagami- che con la moto 2020 in veste aerodinamica 2019. Se il terzo giorno del Qatar è iniziato nel caos, a test terminati Marquez si è detto fiducioso di avere trovato la strada giusta per continuare lo sviluppo sulla nuova moto ibrida. Bisogna poi ricordare che Losail, al pari del Mugello, è una delle piste che mettono maggiormente in difficoltà Honda e Marc, ma in Thailandia, Argentina e Texas la musica sarà differente. Vietato insomma parlare di Honda in crisi.

Team ufficiale
Parlare di factory team o di Marquez ormai non fa grossa differenza e non tanto perché il cognome all'interno del box è quello, ma proprio perché – visto il debutto di Alex in Honda- ogni singola risorsa in termini di sviluppo passa attraverso Marc. Il Cabroncito è ancora abbastanza indietro come condizione della spalla, ma ogni giorno migliora e da una settimana all'altra i progressi sono evidenti. In fondo, iniziare a Losail fa buon gioco a tutti in Hrc in questo momento: se c'è una gara da affrontare senza eccessive aspettative è proprio questa. Marquez rimane un pilota da podio in qualsiasi situazione e comunque il motore della sua moto ha sempre cavalli a sufficienza per metterlo in condizione di stare nel gruppo dei migliori. Suo fratello dal canto proprio deve imparare a sopravvivere con quello che ha, in attesa di giorni migliori.

Team satellite
Il problema di Honda è che al momento anche Nakagami non è a posto fisicamente, mentre Crutchlow si trascina dietro ormai da parecchio qualche acciacco - l'ultimo in ordine di tempo un problema al braccio derivante da una caduta nel primo giorno di test qatarioti-. Bisogna aggiungere che Cal detesta l'anteriore della Rc213V dall'anno scorso in poi: per quanto l'inglese si sobbarchi una gran mole di lavoro sul nuovo materiale, i suoi giudizi risentono di una mancanza di feeling di base. C'è quindi una difficoltà legata allo sviluppo della moto e una sui tempi che non arrivano per nessuno dei tre piloti “normali” che Honda ha in casa.

Conclusione
Da qua alla settimana prossima Honda farà il possibile per tornare a Losail con una prima risposta alle richieste di Marc e si sa – quando i giapponesi sono chiamati al sacrificio, non si tirano indietro e anzi ne fanno una questione d'orgoglio-. C'è quindi da immaginarsi una reazione più o meno efficacie che permetterà a Marquez di giocarsi quanto meno il podio già all'esordio, per poi tornare alla normalità nel giro di poco. Bene dice a Honda che nel resto del paddock regni un certo equilibrio: tutte le Yamaha e le Suzuki daranno probabilmente più di un grattacapo a Dovizioso. Se Andrea se ne andrà da Losail con 25 punti o un podio in tasca, sarà perché avrà davvero lavorato al meglio e non per grazia ricevuta. Anzi, Ducati ha più da perdere che guadagnare e Marquez lo sa bene.
 


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