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MotoGP 2020: Crutchlow svela i segreti di Marquez: "Fa cose che è meglio non imitare"

Il britannico corre per Hrc ed ha accesso ai dati dell'otto volte campione del mondo: "Blocca la ruota anteriore di continuo, ad angoli di piega assurdi, per venti giri di fila. Meglio non avventurarsi su quel terreno perché si finisce per andare in terra"

MotoGP 2020: Crutchlow svela i segreti di Marquez: "Fa cose che è meglio non imitare"
Cal Crutchlow corre con Honda ormai dal 2015 ed è quindi il pilota che condivide la stessa moto di Marquez da più tempo. Da molte stagioni inoltre il britannico ha anche un contratto direttamente con HRC: questa particolare condizione gli dà il privilegio di accedere alla telemetria di Marc, ma il britannico afferma che un conto è guardare i dati, altro è provare a imitare l'otto volte campione del mondo: "Marc è un talento incredibile, un ragazzo eccezionale con cui lavorare - ha detto a BT Sport-. Ma la sua telemetria è utile fino a un certo punto. Ha un modo di controllare la moto, di farla scorrere e di usare i freni dietro e davanti che sono incredibili”. Cal entra quindi nel dettaglio. Basta vedere come blocca la ruota anteriore. In una gara di 20 giri, lo fa parecchie volte, più di qualsiasi altro pilota Honda. Noi vediamo i dati, la linea di decelerazione. Quando è frastagliata vuol dire che si blocca: se tu hai 6 picchi lui ne ha 15, o uno solo ma che equivale a parecchi metri. E lo fa per 20 giri consecutivi, con degli angoli di piega che non sono normali. Non lo fa con la moto dritta o poco inclinata”.

Un caso unico
Cal come sempre è franco nello spiegare le cose e ammette senza mezzi termini che sul pianeta Marquez non c'è spazio per le imitazioni: “Nessuno può avvicinarsi a quel modo di guidare. Se ci proviamo magari va bene una o due volte, ma alla fine andiamo giù. È difficile anche solo capire come fa a rimanere in piedi. Crutchlow non sostiene che Marquez sia imbattibile, ma ritiene che ci vorrà un rivale con uno stile di guida completamente diverso per sconfiggerlo perché imitare lo spagnolo è semplicemente troppo rischioso: “È meglio non sfidarlo sul suo terreno. A volte per andare forte devi provare alcune delle cose che fa, ma filtrando quelle che è meglio evitare. Altrimenti uno si deve costruire il proprio stile di guida e cercare di adattare la moto alle proprie esigenze”.

 



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