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Moto d'epoca e obbligo di RC nel box, ecco le esenzioni

L’obbligo di RC  per le moto ferme nel box ha sollevato non poche polemiche, la questione si fa particolarmente spinosa per le moto d’epoca, magari ferme in un museo. Ecco cosa sappiamo ad oggi

Moto d’epoca e obbligo RC

Recepita anche in Italia la recente direttiva europea sull’assicurazione obbligatoria anche per i veicoli che non vengono utilizzati ha suscitato non poche preoccupazioni. L’obbligo di RC sembra un'imposizione eccessiva, per non parlare dei  controlli riguardo cui, ancora, si sa poco o niente (ve ne parlavamo più nel dettaglio qui). 

Sono in particolare gli appassionati di moto d'epoca ad essere colpiti da questa norma, in effetti è facile farsi prendere la mano e comprare un paio di moto storiche anche se poi si utilizzano poco o nulla. Doverle comunque assicurare sarebbe un esborso eccessivo. La legge prevede comunque alcune agevolazioni per i veicoli d'epoca. Facciamo il punto sulla situazione.

Sospensione della polizza: fino a 11 mesi

Tra le novità confermate, i proprietari di moto d’epoca avranno la possibilità di sospendere la polizza RC fino a 11 mesi, un mese in più cioè rispetto ai veicoli ordinari. Una misura che dovrebbe consentire di ridurre i costi assicurativi per i mezzi che rimangono fermi per gran parte dell’anno, come accade appunto per molti esemplari da collezione o in restauro.

Copertura del rischio statico 

Un punto al centro delle discussioni riguarda la copertura del rischio statico. L’idea è di permettere ai veicoli d’epoca in esposizione, musei o collezioni private di essere assicurati solo contro eventuali danni causati mentre il veicolo è fermo, senza quindi un obbligo di RC completo. Resta però da chiarire se questa misura potrà essere estesa - come d’altra parte sarebbe lecito pensare - anche alle moto d’epoca non utilizzate e parcheggiate in box privati, un aspetto molto atteso dai collezionisti.  

Esenzioni certe: rottami o mezzi privi di parti "essenziali"

Di certo non rientrano nell’obbligo assicurativo le moto considerate in stato di rottame o prive di parti essenziali, come il motore. È importante sottolineare che non basta smontare una ruota o semplicemente la batteria per ottenere l’esenzione: la deroga si applica infatti solo ai veicoli che risultano effettivamente non idonei all’uso. Inclusi in questa categoria ci sono anche i mezzi sottoposti a restauro totale. 

Fondamentale il CRS sul libretto

È bene sottolineare però che, per poter essere considerato d’interesse storico e quindi beneficiare delle eventuali deroghe, la moto dovrà necessariamente essere dotata di CRS (Certificato di Rilevanza Storica) sul libretto. È lo stesso requisito, per intenderci, richiesto per l’esenzione del bollo. Il CRS attesta infatti in modo ufficiale che la moto è un veicolo d’epoca o di interesse storico e collezionistico. Pertanto, senza questo documento, le agevolazioni previste dalla normativa non possono essere applicate, anche se il mezzo è effettivamente fermo o in fase di pesante restauro. 

Come ottenere il CRS

Per ottenere il CRS bisogna rivolgersi ad un Club, come l’ASI o la FMI. I requisiti necessari sono l’età della moto, che deve avere almeno 20 anni, la sua integrità e originalità, cioè deve conservare le caratteristiche tecniche e costruttive originali (niente frankenstein o modifiche aftermarket, specchietti o frecce non originali comprese), ed il possesso della documentazione completa, quindi il libretto di circolazione e la targa. La richiesta si effettua direttamente al Club, fornendo la documentazione richiesta, le fotografie della moto e pagando la la relativa quota (tra iscrizione e rilascio del CRS siamo intorno ai 150 euro). 

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