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MIT, Autopilot: auto a guida autonoma, la distrazione è dietro l'angolo

Se è l’auto che guida, tanto vale distogliere lo sguardo e, magari, rispondere alle mail, oppure godersi il panorama. Emerso dallo studio condotto dal MIT su oltre 300 automobilisti, l’atteggiamento (quasi ovvio) di chi al volante di un’auto con Autopilot inserito è una minaccia per tutti gli utenti della strada, specialmente per noi motociclisti

MIT, Autopilot: auto a guida autonoma, la distrazione è dietro l'angolo
Autopilot
Radar, sistemi di aiuti alla guida che avvertono chi al volante dell’imminente pericolo, assistenti di mantenimento della corsia, frenate di emergenza e - ultima frontiera anche se ancora in fase di test - guida autonoma. Se è vero che in fatto di sicurezza stradale la tecnologia sta aprendo nuove e rivoluzionarie frontiere, è altrettanto vero che, dall’altra, i rischi - e qui ci riferiamo in particolare a noi motociclisti - potrebbero addirittura superare i benefici. A “suggerirlo” è in questo caso uno studio condotto dal  Massachusetts Institute of Technology per valutare gli effetti del Autopilot di Tesla sui guidatori. I risultati - che ci permettiamo di definire tautologici - sono eloquenti: monitorando per un anno il comportamento di circa 300 automobilisti nell’area di Boston, i ricercatori hanno osservato un netto calo dell’attenzione da parte del guidatore al volante di un’auto con guida autonoma inserita. Dallo studio è in particolare emerso un cambiamento nella direzione degli occhi del pilota, con un’attenzione più elevata verso le zone al di fuori dell’area stradale. Quindi, un calo dell’attenzione e della concentrazione verso la carreggiata vera e propria. D’altra parte, se è l’auto a guidarsi da sola, perché tenere sott’occhio la carreggiata? Più naturale, come se anziché alla guida si fosse sul sedile passeggero, guardarsi intorno e magari godersi il panorama dal finestrino. Un atteggiamento evidentemente rischioso, specialmente per noi motociclisti, spesso e volentieri vittime degli automobilisti distratti. Mettendo da parte i numerosi problemi già riscontrati durante i precedenti test condotti da sulle auto a guida autonoma (il principale riguarda l’incapacità del sistema Autopilot di riconoscere i veicoli in panne, quelli fermi sul lato destro della carreggiata, oppure le moto), lo studio evidenzia in questo caso la necessità di integrare appositi segnali d’allarme che allertino il pilota non solo quando toglie le mani dal volante (requisito indispensabile per il funzionamento dell’Autopilot), ma anche in caso di distrazione visiva. Sta di fatto che, per quanto evolute, le auto dotate di sistemi di guida autonoma risultano ad oggi tutt'altro che pronte ad “impadronirsi” delle nostre strade. Meglio così. 

 



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