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Meccanico: una professione che piace poco ai ragazzi

Considerata faticosa, inadatta e addirittura degradante, quella del meccanico è una professione che ai giovani sembra non piacere per nulla. L’analisi effettuata su di un campione di 656 ragazzi evidenzia una situazione di grande confusione

Meccanico: una professione che piace poco ai ragazzi
In cerca di lavoro?

La professione del meccanico - o meglio, del tecnico meccatronico, vista la recente modifica che ha accorpato quella di elettrauto e meccanico - ai giovani italiani sembra non piacere affatto. Questo almeno è quanto emerge dallo studio condotto dell'agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co. Realizzata alla vigilia di AUTOPROMOTEC, Biennale Internazionale delle Attrezzature e del Postvendita Automobilistico in scena dal 22 al 26 maggio presso al Fiera di Bologna. L’analisi ha coinvolto 656 ragazzi di età compresa fra i 18 e i 25 anni in tutta Italia. Degli intervistati, solo il 23% s’è detto disposto a intraprendere la professione, considerata dal 63% del campione troppo “pericolosa”. Ma i dati raccolti mostrano anche qualcosa di più: il 28% si vergognerebbe addirittura di dire che fa questo lavoro, considerato dal 17% dei giovani come una professione “adatta agli immigrati”. Un ragazzo su cinque pensa che sia un lavoro per cui bisogna avere il fisico adatto, mentre c’è addirittura un 2% che è convinto che provochi impotenza… Evidentemente c’è molta confusione al riguardo: come spiegato da Franco Fenoglio (Presidente di ItalScania e di UNRAE – Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri): “Nella nostra società si pensa spesso al meccanico come a un lavoro ‘sporco’ o poco nobile. Sono gli stessi genitori dei ragazzi che vogliono vederli dottori, avvocati o amministratori delegati, ritenendo meno dignitoso il nostro mestiere. Eppure queste persone non si rendono conto che ormai si lavora in officine 4.0, con strumenti elettronici e sistemi di diagnostica tecnologicamente avanzatissimi”.
Lo conferma la modifica apportata alla legge 224 del 2014 sopra accennata che, data appunto la maggiore complessità dei veicoli, a due e a quattro ruote, ha accorpato in un’unica figura, quella cioè del tecnico meccatronico, i “vecchi” meccanici ed elettrauto. Come a sottolineare che, ormai, la chiave inglese non basta più e, pur mettendo in contro di sporcarsi le mani, per operare su sistemi complessi e computerizzati (dagli ABS di ultima generazione alle sospensioni intelligenti, passando per mappature motori e assistenti alla guida) ora servono approfondite competenze anche in ambito informatico ed elettronico. Inoltre, da una maggiore specializzazione ne consegue in questo caso anche un aumento di retribuzione, con la possibilità di partire da uno stipendio compreso tra i 1.200 e 1.500 euro mensili. Forse, se meglio informati sulle novità, molti dei 656 ragazzi intervistati potrebbero cambiare idea…
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