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Kawasaki Stockman: "La cugina di campagna"

In Australia vendono una KLX 230 modificata per lavorare nei ranch. Ha il blocco frizione, doppio cavalletto e pesa solo 137 kg. Non ha l'ABS, e infatti, da noi non potrà mai arrivare

Quando l'enduro va al lavoro

Esistono moto che nascono per uno scopo preciso e lo fanno senza tanti giri di parole. La Kawasaki Stockman è una di queste. Il nome dice tutto: stockman in inglese significa allevatore, mandriano, quello che passa le giornate a cavallo (o in moto) tra recinti e pascoli. E infatti questa enduro la vendono solo in Australia, Nuova Zelanda e Indonesia, mercati dove le distanze sono enormi e le fattorie grandi quanto una provincia italiana. Da noi non arriverà mai, e tra poco capirete perché.

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La base tecnica è la KLX 230, enduro leggera da anni sul mercato ma che dalle nostre parti non è mai arrivata. La scheda tecnica è solida: motore monocilindrico raffreddato ad aria da 233 cm³, 2 valvole, distribuzione monoalbero, iniezione elettronica. Niente di folle dunque: "roba semplice", affidabile, facile da riparare anche in mezzo al nulla. Eroga 19 CV a 7.600 giri, ha 6 marce e il "lusso" dell'avviamento elettrico. 

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Non abbiamo ancora capito a cosa serva realmente, ma il blocco frizione ci incuriosisce


I dettagli che fanno la differenza

Ma è nelle modifiche specifiche che la Stockman si distingue dalla KLX normale. Partiamo dal particolare più curioso: il blocco della leva della frizione. C'è un meccanismo che permette di tenere tirata la frizione senza dover stringere la mano sul manubrio. Perché? Semplice: quando devi aprire un cancello, spostare una recinzione, controllare qualcosa senza spegnere la moto, si può bloccare la frizione e usare entrambe le mani liberamente. Noi mettiamo la folle, loro bloccano la frizione. 
Poi ci sono le protezioni paramani in alluminio, ma non quelle decorative che montano le enduro stradali. Queste sono robuste e proteggono sia le mani che le leve dei comandi da rami, fili di recinzione e chi più ne ha... Il motore ha paracoppa e protezioni varie perché quando attraversi un torrente o passi sopra una roccia, le botte arrivano. E visto che siamo in tema di praticità la Stockman ha due cavalletti laterali, uno per lato. Su terreno sconnesso o in pendenza, averne due aumenta le possibilità di trovare un appoggio stabile. Il peso dichiarato è di 137 kg (serbatoio da 7,5 litri incluso), che per una moto con telaio in acciaio e protezioni ovunque è davvero poco.

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Semplice e ultra compatto il cruscotto con schermo lcd

Due portapacchi e, ovviamente, zero elettronica

Altra chicca: due portapacchi, uno dietro e uno davanti. Quello posteriore regge fino a 20 kg, quello anteriore solo 2 kg (probabilmente per non sbilanciare troppo la moto). Sono in d'acciaio, spartani ma funzionali. Le gomme sono da offroad puro:  80/100 con cerchio da 21 davanti e 100/100 con cerchio da 18 dietro,
L'elettronica è ridotta all'osso: luci alogene tradizionali, strumentazione LCD digitale ma basica, niente ABS. Ed è proprio questo il motivo per cui la Stockman non arriverà mai in Europa. Dal 2016 tutte le moto nuove vendute nell'Unione Europea devono avere l'ABS (o almeno il CBS per le 125).
anch ei costi sono contenuti, in Australia la KLX si porta a casa con 7.324 dollari, circa 4.200 euro. In Indonesia, dove probabilmente la producono, si trova a 59,1 milioni di rupie, equivalenti a circa 3.000 euro. Prezzi interessanti per una moto nuova, anche se va detto che in quei mercati le tasse sono diverse dalle nostre e i listini non sono direttamente comparabili.

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Il portapacchi anteriore tiene solo 2 kg

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