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Inghilterra, lezioni di guida su YouTube

Lezioni di guida “pratiche”…su YouTube. Il web porta oggi anche a questo: la Polizia inglese ha scelto di educare i motociclisti ad un comportamento corretto e sicuro quando in sella, perché, come dice il detto: prevenire è meglio che curare. Su YouTube gli istruttori mostrano, telecamera on-board, le manovre e gli accorgimenti da adottare durante un normale tragitto cittadino
Safe Urban Filtering
Se è vero che prevenire è meglio che curare, Oltre Manica sembra abbiano preso la giusta strada: l’idea è quella di educare gli utenti delle due ruote ad un comportamento corretto quando si è in sella. Non parliamo, in questo senso, dei più tradizionali corsi di guida sicura tenuti sui circuiti, bensì di vere e proprie lezioni di guida, dalle più basilari, alle più evolute. All’opera la stessa Polizia inglese che, servendosi di esperti istruttori, ha scelto di caricare su YouTube video-tutorial filmati con telecamere montate sul casco: nella clip qui sotto, l’ufficiale Roger Peskett, tra i più preparati dello staff, mostra agli utenti alcuni “accorgimenti” fondamentali da adottare quando alle prese con traffico e normale viabilità. L’istruttore ricorda la necessità di rispettare i limiti e, in generale, la segnaletica della strada, ma anche quella di prestare la massima attenzione ai “movimenti” degli automobilisti: affiancare le automobili in coda o fermarsi al semaforo, diventano così manovre  da effettuare con la massima cautela, anche quando tutto sembra “tranquillo”. Su YouTube i video tutorial già caricati sono numerosi: nel bacino d’utenti pensato dalle Forze dell’ordine britanniche infatti, ci sono sia gli scooteristi più giovani, che i motociclisti più esperti, certo non al riparo, quest’ultimi, dai piccoli - ma che possono poi tradursi in grandi - errori “di abitudine”.
Un’intuizione positiva dunque che, è probabile, potrebbe portare i motociclisti inglesi - ma si spera anche quelli italiani, francesi, tedeschi, etc - a imparare l’atteggiamento giusto quando in moto e a modificare quelle abitudini vecchie a morire e certamente tutt’altro che sicure, né per loro, né tantomeno per tutti gli altri utenti della strada, siano essi automobilisti, ciclisti o pedoni.  
 
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