Honda V3R 900 E-Compressor: a EICMA in veste definitiva (o quasi)
La naked col compressore elettrico si mostra finalmente in veste praticamente di serie. Manca solo un dettaglio: tutti i numeri
Da promessa a moto vera
A Honda sono serviti tre saloni di Milano per arrivare fin qui. Nel 2024 il motore V3 era poco più di un esercizio tecnico esposto sotto i riflettori, nel 2025 è arrivato il prototipo vestito con una livrea mimetica e le sovrastrutture asimmetriche, quest'anno sullo stand c'è la versione praticamente di serie. E, a guardarla, chi temeva venisse ridimensionata può stare tranquillo: le linee del prototipo sono rimaste, compresa la muscolosità del serbatoio e quello sbilanciamento voluto tra lato destro e sinistro che la rende riconoscibile a colpo d'occhio. I documenti di omologazione emersi nei mesi scorsi avevano già anticipato telaio a traliccio, forcellone monobraccio e faro dal disegno a Y, e la moto esposta conferma la strada.
Forcellone monobraccio, una firma di Honda già dai tempi della VFR 750
La novità sta nei materiali: serbatoio e impianto di scarico sono in titanio, scelta poco comune su una naked e che lascia intuire quanto Honda tenga al contenimento del peso. Debutta con lei anche l'ultima evoluzione della connettività RoadSync, con una grafica rivista e funzioni assistite dall'intelligenza artificiale, comandi vocali compresi, per interagire con il sistema senza togliere le mani dal manubrio. Le stesse funzioni arriveranno poi, gradualmente, anche su altri modelli compatibili.
Un compressore che non guarda il contagiri
Il motivo per cui la V3R fa parlare di sé da due anni sta tutto nel cuore: un tre cilindri a V di 75° da 900 cm³, sovralimentato da un compressore ad azionamento elettrico. Il parallelo più immediato è con la Kawasaki H2, che però usa un compressore trascinato meccanicamente dal motore: lì la spinta cresce insieme ai giri, qui invece la sovralimentazione viene gestita indipendentemente dal regime dipendendo solo dalle richieste e dalla manetta del pilota. Tradotto, secondo Honda, significa una risposta immediata già ai bassi e prestazioni paragonabili a quelle di un motore di circa 1.200 cm³, partendo da una cubatura ben più compatta. La Casa la presenta come la prima moto al mondo con un compressore elettrico e non si fa problemi a metterla nella stessa frase con CB750 Four, Gold Wing, RC30, NR, Fireblade e Africa Twin. Accostamento impegnativo, ma che rende bene l'idea di quanto a Tokyo puntino su questo progetto. Il problema è che, al momento, è anche tutto quello che si sa: potenza, coppia, peso, prezzo e data di arrivo nelle concessionarie restano coperti. Honda si limita a dire che lo sviluppo procede rapidamente e che i tempi di avvio della produzione verranno comunicati prossimamente. Una moto pronta, insomma, a cui mancano solo le risposte alle domande che contano. Speriamo arrivino prima del prossimo EICMA.
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