Guerra in Iran: benzina alle stelle e bollette a rischio
L’escalation in Medio Oriente spinge la benzina ai massimi da oltre un anno. A rischio anche il gas e le bollette. Il peggio però potrebbe ancora arrivare
Diesel e benzina ai livelli più alti dal 2025
La prima settimana di marzo si apre con i prezzi alla pompa più cari da oltre un anno. Il diesel self-service ha toccato 1,728 euro al litro, mentre la benzina s’è fermata a 1,673 euro al litro. Si tratta di un rialzo evidente rispetto ai livelli di febbraio 2025, collegato direttamente agli sviluppi in Medio Oriente. L’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran ha infatti innescato una reazione a catena sui mercati energetici, immediatamente riflessosi sul prezzo alla pompa. Il peggio però deve ancora arrivare: gli esperti avvertono infatti che queste cifre non rappresentano ancora l’impatto pieno della crisi e che ulteriori aumenti sono possibili nei prossimi giorni.
Andamento del Brent
Il mercato petrolifero ha reagito in modo brusco: il Brent ha registrato un picco del 14%, arrivando a 82,37 dollari al barile, il massimo da gennaio 2025. Successivamente si è stabilizzato intorno ai 79 dollari, comunque con un rialzo del 9% rispetto alla chiusura precedente. Gli analisti indicano che la soglia dei 100 dollari al barile potrebbe essere raggiunta rapidamente se la crisi dovesse protrarsi. Poiché il prezzo dei carburanti raffinati segue l’andamento del greggio sui mercati internazionali, l’aumento del Brent si traduce rapidamente in rincari alla pompa. Tradotto: carburanti più costosi nei prossimi giorni.
Blocco sullo stretto di Hormuz
Al centro della crisi c’è lo Stretto di Hormuz, passaggio chiave tra Iran e penisola arabica. Qui transita circa il 20% del consumo mondiale di petrolio, oltre 20 milioni di barili al giorno, oltre a una quota equivalente di gas naturale liquefatto, soprattutto dal Qatar e dagli Emirati Arabi. Le tensioni militari hanno paralizzato il traffico marittimo: navi petroliere e metaniere rimangono ferme, mentre da giovedì 5 marzo alcune compagnie assicurative sospenderanno la copertura dei rischi di guerra per le navi che transitano nel Golfo Persico, riducendo ulteriormente la disponibilità di materie prime.
Gas naturale e rischio bollette
Il rialzo non riguarda però solo benzina e diesel. L’indice TTF di Amsterdam sul gas naturale ha registrato un balzo del 25%, arrivando a 39,85 euro al megawattora, il massimo da febbraio 2025. Gli analisti avvertono che, se il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse durare un mese, i prezzi europei potrebbero più che raddoppiare.