NOVITA' MOTOCICLISMO

Fasola: "Il mio rally di Sardegna era come Milan-Inter"

Il vincitore dell'edizione 1988, impegnato in questi giorni nello Swank Rally in Sardegna, ricorda i primi anni: "Zocchi aveva portato la Dakar in Italia. Correvamo con Lalay e Neveu, l'emozione era altissima fin dal prologo alla Malpensa. Tappe lunghe e navigazione vera: oggi voglio divertirmi come allora"

Fasola: "Il mio rally di Sardegna era come Milan-Inter"
Lo Swank Rally di Sardegna è partito sabato scorso, con il prologo che si è tenuto a The Reunion di Monza. L'edizione di quest'anno affonda le proprie radici nella mitica gara che si disputò in Sardegna nella prima metà degli anni ’80 e che ha visto nel suo albo d'oro anche Fabio Fasola. L’otto volte vincitore della Sei Giorni di enduro, che abbiamo incontrato proprio a Monza, conquistò il primo posto nell’edizione del 1988 e ha ottimi ricordi dei primi anni: “Era un evento incredibile, si partiva da piazza Castello a Milano, ma poi si andava subito a Malpensa e lì sembrava di entrare a San Siro per un derby Milan-Inter. C’erano migliaia di persone e l’atmosfera di notte era qualcosa di eccezionale”.

I ricordi 
Il livello della competizione era molto alto: “Correvi contro i migliori al mondo: c’erano Lalay, Neveu e tanti altri. Si trattava sostanzialmente di un rally africano portato in Europa, anche per la durezza, la lunghezza delle prove. Negli anni migliori non aveva molto da invidiare alla Dakar”.
L’idea venne ai fratelli Guido e Renato Zocchi: Renato era reduce proprio dalla Dakar del 1984 e voleva offrire in Italia grandi spazi, paesaggi selvaggi e vera competizione. Nel giro di pochi anni gli appassionati del Sardegna diventarono davvero tantissimi, a prescindere dai campioni: “Io vinsi l’edizione del 1988 su Ktm, ma avevo già fatto secondo l'anno precedente con la Gilera. Nel 1989 mi ritirai quando mi stavo giocando il successo, ero in testa ma mi ruppi due costole nell'incidente. Zocchi comunque era capace di organizzare una gara perfetta e anche a livello di navigazione le tappe erano davvero interessanti”.

Il presente
In questa edizione del rally di Sardegna Fasola corre con una Husqvarna 450, nel team Cross Parts insieme a Carlo Seminara, su Ktm. 11esima posizione per Fabio nel prologo che ha affrontato con le dovute cautele: “Ci sono tutti gli ingredienti per fare una bella gara, ho una moto perfetta per il deserto ma che va benissimo anche in un rally come questo. Soprattutto sono qua per riprovare certe emozioni. Tornare a correre questo rally vuol dire in un certo senso tornare bambino”.
Nel prologo, disputato all’interno dell’autodromo di Monza su un terreno insidiosissimo per la grande quantità di pioggia caduta, il migliore è stato Diocleziano Toia. In sella a una CRF della Red Moto Toia si è lasciato alle spalle le scorie dell’infortunio e ha preceduto Gilberto Citterio e Ivan Alborghetti.

I risultati del prologo
1° Diocleziano Toia 3’42”, 2° Gilberto Citterio +14”, 3° Ivan Alborghetti +28”, 4° Alberto Herholdt +28”, 5° Federico Corbari +32”, 6° Mark Kinnard +34”, 7° Stefano Rampolla +36”, 8° Lorenzo Napodano +42”, 9° Niccolò Croci +42”, 10° Ottavio Missoni +44”.


NOTIZIE CORRELATE
  • News
    10 Febbraio 2020
    Valida fino al 31 marzo 2020, la promozione KTM Let’s Trade Keys (il cui motto è: "scambiamoci le chiavi") offre fino a 1.500 euro di supervalutazione dell’usato per l’acquisto di 1290 Super Adventure S e R e fino a 1.000 euro per le 790 Adventure e Duke
  • News
    10 Febbraio 2020
    A tenere banco in Malesia sono state le nuove gomme Michelin: Ducati per ora le digerisce male, ma Dall'Igna ha lavorato per riportare la moto bolognese al top come motore. Yamaha migliora con un nuovo propulsore, ma è Suzuki a mostrare il migliore equilibrio generale. Honda non valutabile in attesa che Marquez recuperi dall'infortunio, grandi passi in avanti di Ktm e Aprilia
  • News
    29 Gennaio 2020
    Paolo Caprioni ha trascorso la prima parte della gara cercando l'assetto giusto per la sua KTM 790, poi l'ha trovato e si è tolto qualche bella soddisfazione sui tratti veloci. Ma nel finale di gara ha rotto due motori e ha concluso... con una Husqvarna