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Europa ci risiamo: obbligo colonnine elettriche ogni 60 km

Dopo aver immaginato un futuro senza veicoli a benzina e diesel, l’Europa deve fare i conti con problemi decisamente più pratici: trovare una colonnina, sapere quanto costa e riuscire a pagare senza scaricare un’app 

L’obiettivo - imposto -  era “ambizioso”: spingere l’Europa verso una mobilità a zero emissioni, fissando nel 2035 la cancellazione dei veicoli a benzina, ma le cose, come prevedibile, stanno già andando diversamente... Al diktat di un futuro completamente elettrico si sono messe in mezzo parecchie cose. Tra queste anche un dettaglio non proprio secondario: ricaricare un veicolo elettrico deve essere semplice almeno quanto fare benzina. Chi utilizza abitualmente le colonnine pubbliche lo sa bene: applicazioni da scaricare, registrazioni, account, abbonamenti, tariffe differenti e sistemi di pagamento che cambiano da un operatore all’altro possono trasformare un’operazione “teoricamente” semplicissima in qualcosa di decisamente più macchinoso. Da qui il regolamento europeo AFIR, approvato nel 2023 e applicabile dal 13 aprile 2024, che stabilisce una serie di regole comuni per le infrastrutture dedicate ai combustibili alternativi.

Dal 2027 si paga anche senza app

Una delle novità più concrete riguarda proprio i pagamenti. Dal 1° gennaio 2027, tutti i punti di ricarica pubblici con potenza pari o superiore a 50 kW situati lungo la rete stradale TEN-T o nelle aree di parcheggio sicure dovranno consentire il pagamento tramite carta o sistemi contactless, comprese le colonnine installate prima del 13 aprile 2024. In altre parole, niente obbligo di scaricare l’app dell’operatore, registrarsi o sottoscrivere un contratto soltanto per fare una ricarica. Basterà arrivare, collegare il veicolo e pagare. Per le nuove colonnine installate dal 13 aprile 2024, in realtà, l’obbligo di consentire una ricarica “ad hoc” attraverso strumenti di pagamento ampiamente utilizzati è già previsto. Nei punti con potenza inferiore a 50 kW è ammesso anche il pagamento attraverso sistemi online, per esempio mediante QR Code.

Prezzi più chiari

L’Europa vuole mettere ordine anche nelle tariffe. Per le colonnine pubbliche da almeno 50 kW, il prezzo della ricarica effettuata senza contratto deve essere basato sui kWh effettivamente erogati e chiaramente indicato prima dell’inizio della sessione. Può essere prevista anche una tariffa aggiuntiva al minuto per scoraggiare chi lascia il veicolo collegato troppo a lungo dopo avere terminato la ricarica, ma anche questa deve essere indicata chiaramente. Per le colonnine sotto i 50 kW devono invece essere rese visibili tutte le eventuali componenti del prezzo: costo per kWh, prezzo al minuto, costo della singola sessione e qualsiasi altra voce applicata.

Colonnine ogni 60 km

C’è poi il problema forse più importante: trovarle, le colonnine. Il regolamento prevede infatti una progressiva copertura della rete stradale europea TEN-T che comprende i nodi e le direttrici più importanti del Vecchio Continente, le stazioni di ricarica dovranno essere distanti al massimo 60 km l’una dall’altra. Sulla rete centrale TEN-T il primo traguardo era fissato alla fine del 2025, con gruppi di stazioni da almeno 400 kW complessivi e almeno un punto da 150 kW. Entro la fine del 2027 la potenza complessiva dovrà salire a 600 kW, con almeno due punti da 150 kW. 
Per la rete TEN-T globale il percorso sarà più graduale: entro la fine del 2027 il requisito dovrà interessare almeno il 50% della rete, per poi estendersi progressivamente negli anni successivi. Un obbliogo, che, quantomeno in Italia, ci pare di difficile reaizzazione al momento.

Le colonnine devono dire se sono libere

Anche la disponibilità dei punti di ricarica dovrà essere facilmente consultabile. Il regolamento impone infatti la condivisione di informazioni come posizione, tipo di connettore, potenza disponibile, stato operativo, occupazione e prezzo della ricarica, in modo che possano essere utilizzate dai servizi digitali e dai sistemi di navigazione. 
Va però precisato che anche su questo fronte il percorso è già iniziato: l’obbligo di rendere digitalmente connessi tutti i punti di ricarica pubblici era fissato al 14 ottobre 2024. Dal 2027, quindi, non nascerà improvvisamente una rete “connessa”, ma entreranno in gioco ulteriori passaggi del sistema previsto dall’AFIR.

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