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Cyclone, ecco il prototipo RA9 "ispirato" alla Shiver di Aprilia

Portata al Chongqing International Motor Expo, la RA9 di Cyclone - marchio premium della cinese Zongshen - è una naked dalle linee muscolose e futuristiche, strettamente imparentata con la Shiver di Aprilia. Il telaio è lo stesso e spingerla ci pensa proprio il V2 di 90° da 896 cm3 della casa di Noale

Cyclone, ecco il prototipo RA9 "ispirato" alla Shiver di Aprilia
RA9
In scena nell’omonima città cinese dal 17 al 20 settembre, la 19° edizione del Chongqing International Motor Expo (CIMA) ha funto da passerella per numerosi costruttori ed alternato numerosi ed inediti modelli made in China. Dopo le Flash 300S e Yi 550 di QJ Motor, vi parliamo oggi del concept RA9 proposto dal marchio premium Cyclone. Ancora show-bike, anche se molto vicina alla produzione di serie, l’RA9 è in gran parte basata sulla Shiver 900 di Aprilia, con cui condivide quasi tutta la ciclistica (telaio in traliccio d’acciaio abbinato ad una forcella a steli rovesciati e impianto frenante composto da dischi da 320 mm e pinze J.Juan) e “parte” del motore. Quest’ultimo, infatti, è un V2 di 90° da 896 cm3, strettamente imparentato con quello di Noale, ma forte sulla cinese di ben 113 cavalli a 9.500 giri contro i 95 a 8.750 originari erogati sull’italiana. Meglio anche in fatto di pesi, che sulla RA9 si fermano a 215 kg, cioè 3 in meno rispetto alla Shiver. L’aspetto è da super naked futuristica, con gommoni generosi, coda corta, scarico tozzo sotto la sella ed una posizione di guida per il pilota decisamente avanzata. Certo, trattandosi, come accennato, di un concept, è probabile - o quantomeno possibile - che l’eventuale modello definitivo, quello cioè destinato alla produzione di serie (sempre che mai arrivi) se ne differenzi per alcuni aspetti, sia estetici (magari la ruota posteriore potrebbe trasformarsi in qualcosa di più “tradizionale), che tecnici, con componenti firmate da altri produttori. Non avendo a disposizione maggiori informazioni riguardanti i piani di Cyclone, ci è per ora impossibile dirvi di più. Ciò che è certo tuttavia è che i produttori cinesi, ormai alla rincorsa dei competitors europei e giapponesi,  hanno in questi mesi compiuto notevolissimi passi in avanti. 

 



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