Com'era guidare una Curtiss V8 nel 1900? Ci prova Jay Leno!
Com’era, 100 anni fa, montare in sella ad una Curtiss con motore V8 da 4 litri e superare i 150 km/h? Per scoprirlo, Jay Leno ha realizzato una replica funzionante che ha portato in prova lungo una strada deserta…
Curtiss V8
Toccare i 160 km/h in sella ad una moto moderna è cosa ormai banale. Cent’anni fa era invece tutto un altro discorso: i telai, seppur rinforzati, erano quelli di una bicicletta, le sospensioni poco più che abbozzate, le ruote erano fragili e sottili ed i freni… lasciamo perdere. Allora, potremmo dire, la velocità non veniva “gestita”, bensì temerariamente affrontata. La Curtiss V8 nacque esattamente da questa logica. Progettata da Glenn Curtiss, figura chiave tra motociclismo e aviazione dell’epoca, non aveva ambizioni pratiche né stradali. Era bensì una moto costruita con un solo obiettivo: superare ogni limite di velocità mai raggiunto sulle due ruote.
Motore di un aereo
Il cuore del progetto era un V8 da 4 litri derivato da applicazioni aeronautiche e accreditato di circa 40 CV. Considerato che la maggior parte delle “moto” dell’epoca si affidava a monocilindrici di piccola cilindrata, il confronto era semplicemente impari. Una moto, la Curtiss, che secondo le ricostruzioni storiche fu in grado nel 1907 di superare i 210 km/h. Oggi conservata come reperto museale, troppo fragile e preziosa per essere utilizzata. Un peccato! Da qui l’idea di Jay Leno’s Garage: realizzarne una replica il più fedele possibile all’originale e completamente funzionante, utile a restituire le sensazioni che il pilota della V8 provava in sella.
La replica di Leno

Il progetto è stato curato dall’ingegnere Dale Stoner, che ha studiato documenti storici e analizzato l’originale per ricreare la moto quanto più fedelmente possibile. Il lavoro di Stoner ha permesso di riprodurre dimensioni, proporzioni e caratteristiche quasi identiche a quelle della Curtiss originale. Una replica che conserva la crudezza e la semplicità meccanica di allora: il telaio rimanda a strutture da bicicletta rinforzata, i freni restano rudimentali e non ci sono compromessi su comfort o sicurezza. Ogni scelta progettuale mirava qui a restituire la sensazione di guidare una moto di inizio Novecento, con tutte le difficoltà e i rischi che questo comportava. Esperimento riuscito? Secondo Jay Leno assolutamente sì: Leno monta in sella alla moto e la prova lungo una strada deserta. Il video qui sotto parla da sé