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Cadoneghe, l'autovelox fatto esplodere non era "a norma". Aperta un'indagine

Secondo l’ipotesi del sostituto procuratore, l'iter per l'attivazione degli autovelox non sarebbe stato seguito correttamente. Particolare che, oltre a mettere al centro dell’indagine il comandante della Locale, potrebbe consentire alle migliaia di automobilisti multati di chiedere l’annullamento della sanzione

Cadoneghe, l'autovelox fatto esplodere non era "a norma".  Aperta un'indagine

Si apre l’indagine
Responsabili di decine di migliaia di multe, l’autovelox di Cadoneghe (Padova) fatto recentemente esplodere da un ignoto automobilista, e un altro autovelox poco distante (vandalizzato con una pistola a pallini), non erano stati correttamente installati. Particolare che renderà contestabili tutte le multe dispensate nel corso del tempo da questi dispositivi, e che mette a centro della questione il comandante della polizia locale, sul quale è stata ora avviata un’indagine di reato per falso ideologico. L’indagine, che insieme al comandante della polizia riguarda anche un agente, è stata aperta dal sostituto procuratore padovano Benedetto Roberti, secondo il quale l'iter per l'attivazione degli autovelox potrebbe non essere stato seguito correttamente.

 

Record di multe
Installati a giugno di quest’anno lungo la Statale 307 di Cadoneghe, a Padova, all’incrocio tra la SR 307 e la via Donizetti, dove il limite di velocità è stato abbassato a 50 km/h, i due autovelox hanno rilevato in un solo mese oltre 24mila infrazioni trasformatesi in multe, per un totale che supera i 4 milioni di euro.

Qualcuno così ha pensato di “vendicarsi”: nella notte tra il 9 e il 10 agosto scorso, uno dei due dispositivi è stato fatto esplodere con polvere pirica, mentre l’altro è stato vandalizzato con una pistola a pallini. Poiché, come sappiamo, i dispositivi di rilevamento della velocità devono possedere specifici requisiti, quali ad esempio la posizione sulla carreggiata, la segnaletica, la taratura e le modalità di installazione (per non citare i problemi derivanti dal conflitto d’interessi degli appaltatori), l’inchiesta appena avviata potrebbe determinare il via libera alla contestazione di tutte le multe erogate nel corso dei mesi. Vedremo come si evolverà la faccenda: come sempre, vi terremo aggiornati.

 



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