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Bonus vacanze: come funziona, i requisiti e come richiederlo

Utile a coprire parte delle spese sostenute per alberghi, hotel, B&B e agriturismo, il bonus vacanze è “attivo” da ieri. Le richieste hanno già raggiunto quota 146.000. Ecco come richiederlo e come utilizzarlo. Requisiti e modalità di accesso

Bonus vacanze: come funziona, i requisiti e come richiederlo
Bonus Vacanze
Attivo da ieri 1 luglio, il cosiddetto “bonus vacanze” ha registrato, in 12 ore, richieste per 72.295 nuclei famigliari. Quelli attivati, chiariscono fonti ministeriali, sono stati finora 146.000 per un valore totale di circa 67 milioni di euro. 
Il bonus, lo ricordiamo, serve a coprire parte delle spese sostenute per alberghi, hotel, B&B e agriturismo per un massimo di 500 euro per nuclei familiari composti da più di due persone. Se il nucleo è invece composto da due persone, il bonus si riduce a 300 euro, che diventano 150 in caso di un unica persona. Una volta ottenuto, sarà spendibile una sola volta per spese effettuate dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. Potrà essere utilizzato esclusivamente per pagare servizi offerti da alberghi, agriturismi, bed&breakfast ed altre strutture alberghiere in Italia (esclusi intermediari e piattaforme di prenotazione come booking.com). 


Come richiedere il bonus vacanze
Requisito essenziale per la richiesta è un reddito certificato dall’Isee non superiore ai 40 mila euro. 
Per inoltrare la richiesta, è necessario scaricare la app “IO” del servizio della Pubblica amministrazione PagoPa. Una volta ottenuto l’ok, la cifra viene caricata sulla app con l’importo e il QR Code associato da comunicare all’albergatore che lo inserirà con il corrispettivo dovuto in un’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate e da lì verrà calcolato lo sconto cui si ha diritto.

Come funziona effettivamente il bonus vacanze

L'80% del bonus si traduce in uno sconto immediato, il resto arriva come detrazione con la dichiarazione dei redditi.
Tutte le spese dovranno chiaramente essere documentate con fatture o ricevute fiscali contenenti il codice fiscale di chi ne usufruisce. 
Il fornitore invece recupera lo sconto fatto sotto forma di credito d’imposta che potrà essere utilizzato in compensazione nel modello F24 senza limiti di importo oppure potrà essere ceduto a terzi, anche diversi dai propri fornitori, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.


Circa l’effettiva utilità e spendibilità del bonus, al quale il governo ha riservato quasi 2,4 miliardi, sono poco convinti gli operatori del settore. “Rimaniamo tiepidi sulla misura - spiega la presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli - perché, per quanto capiamo che l’intenzione era di aiutare il comparto, di fatto ci rendiamo conto che sarà una misura difficile da usare, perché non ne è reso agevole l’utilizzo. Inoltre per le aziende non sarà facilissimo, perché significa andare a riprendere questo 80% da qualche parte, un’altra indagine farraginosa per le aziende in un momento già complicato”.

 



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