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Benelli 900 Sei da impazzire: café racer allo stato puro

La Benelli 900 Sei è stata la prima moto di serie con motore a sei cilindri e ancora oggi è una delle classiche più affascinanti degli Anni 70. L'officina portoghese Unik Edition ne ha realizzato una reinterpretazione radicale, mantenendo intatto il cuore del progetto 

Un classico raro

Quando si parla di moto a sei cilindri, il pensiero corre subito alla Honda CBX (qui vi raccontavamo la sua storia). Eppure fu Benelli ad arrivare per prima sul mercato con la Sei 750, presentata nei primi Anni 70. Nel 1979 arrivò la versione 900, aggiornata nel design e capace di circa 80 CV. Ne furono costruiti appena 2.000 esemplari, tutti piuttosto costosi per l’epoca. Proprio da una Benelli 900 Sei del 1979 sono partiti Tiago Gonçalves e Luis Gonçalves, fondatori della portoghese Unik Edition, per realizzare una café racer profondamente rivisitata. Della moto originale sono rimasti praticamente soltanto telaio e motore. Diamole un’occhiata…

Spettacolare ma piacevole da guidare

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L'obiettivo era costruire una moto spettacolare, ma allo stesso tempo piacevole da guidare. Per questo il sei cilindri è stato completamente revisionato e messo a punto. L'officina ha già lavorato su diversi propulsori Benelli e Honda a sei cilindri e conosce bene questo tipo di meccanica. I tre carburatori Dell'Orto sono stati mantenuti, ma abbinati a filtri sportivi dedicati. Le modifiche più importanti riguardano però la ciclistica. Il telaietto posteriore originale è stato eliminato e sostituito con uno costruito da zero, mentre il telaio è stato alleggerito in alcuni punti e rinforzato in altri.

Dal Ducati Monster arriva il monobraccio

La trasformazione più complessa è stata l'adozione del forcellone monobraccio preso in prestito da una Ducati Monster S4R dei primi Anni Duemila. Per installarlo è stato necessario riprogettare completamente il retrotreno, sostituendo il doppio ammortizzatore originale con un più moderno monoammortizzatore e realizzando un nuovo punto di fissaggio. Anche tutta la trasmissione è stata riallineata per adattarsi alla nuova configurazione e a un pneumatico posteriore da 190 mm. Completano la ciclistica una forcella a steli rovesciati di derivazione sportiva e cerchi a raggi Kineo.

Carrozzeria in fibra di carbonio

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Anche look, basta un’occhiata, è stato completamente rivisto. Della carrozzeria originale è sopravvissuta soltanto una piccola parte della copertura del serbatoio. La nuova struttura monoscocca è stata progettata al CAD, utilizzando stampi realizzati in stampa 3D per laminare il componente definitivo in fibra di carbonio

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Abbinata si sono una bellissima sella con cuciture a coste ed un gruppo ottico posteriore minimale. Il progetto prevedeva inizialmente di mantenere il serbatoio originale, ma alla fine Unik Edition ha preferito costruire ex novo sia il serbatoio della benzina sia quello dell'olio in alluminio. Solozione che ha reso possibile ricavare spazio anche per la batteria e per la centralina elettronica Motogadget, attorno alla quale è stato rifatto completamente l'impianto elettrico.

Elettronica moderna e scarico sei in sei

Davanti trova posto un nuovo cupolino con faro a LED, mentre la strumentazione digitale Motogadget è integrata direttamente nel supporto del proiettore. Sempre della casa tedesca sono blocchetti elettrici, manopole, accensione keyless con tecnologia RFID, frecce e specchi retrovisori alle estremità del manubrio, firmato, questultimo, da LSL. 

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A completare il progetto l'elemento forse più caratteristico della moto: uno scarico artigianale sei in sei realizzato in acciaio inox, con tre terminali sovrapposti. Infine la verniciatura, bianca e verde con filetti dorati a richiamare la tradizione Benelli, mentre alcuni dettagli rossi omaggiano le origini italiane. Ciliegina sulla torta la fascia a scacchi, evidente riferimento alle café racer britanniche degli Anni 60. Come vi sembra? 

Per tornare alle origini: Benelli 750 Sei: la prima a 6 cilindri fu un flop colossale

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