NOVITA' MOTOCICLISMO

Assicurazione moto: stop alla sospensione delle polizze?

Il 4 settembre scorso i giudici europei hanno sentenziato che tutti i veicoli regolarmente immatricolati devono essere dotati di assicurazione RCA. Questo anche se il proprietario non intende utilizzarli e li tiene parcheggiati in box o, comunque, su un terreno privato. È la fine delle polizze sospendibili?

Assicurazione moto: stop alla sospensione delle polizze?
Stop alla sospensione
In Portogallo un uomo si era messo alla guida dell’auto di proprietà della madre, parcheggiata in un terreno privato, inutilizzata da tempo e quindi priva di assicurazione, provocando un incidente dove lo stesso guidatore ha perso la vita, insieme ad altre due persone. Le famiglie sono state risarcite dal Fondo di garanzia automobilistica del Portogallo che, a sua volta, si è rivalso sulla proprietaria dell’auto (reclamando un rimborso di 437mila euro). Quest'ultima, a sua volta, ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia europea. I giudici hanno invece confermato la decisione (sentenza C-80/17), evidenziando che tutti i veicoli immatricolati devono essere dotati di un’assicurazione RCA.
A seguito del pronunciamento della Corte di Giustizia, che impone lo stop alla sospensione della polizza assicurativa, tutti i paesi europei dovranno rispettarla, compresa l'Italia, dove, nei periodi in cui il mezzo non viene fatto circolare, risulta ampliamente diffusa la pratica della sospensione del contratto.
In Italia si registra un gran numero di motociclisti che si avvalgono di polizze sospendibili, questi prodotti consentono di bloccare l’efficacia della copertura in certi periodi, possibilità che viene utilizzata per lo più nei mesi invernali, per riattivarla in seguito, quando la situazione meteorologica migliora.
Ma questo "giochetto" potrebbe essere finito, a causa della sentenza in questione. Ecco quindi cosa potrebbe accadere.
- Le polizze rca sospendibili potrebbero andare in pensione. In altre parole gli stati membri dovranno adeguarsi all’obbligo statuito dai giudici, e cioè quello di assicurare i veicoli, indipendentemente dall’uso che ne può essere fatto o dall’intenzione di circolare o meno. Sarà sufficiente che il mezzo sia immatricolato e funzioni, per far scattare l’obbligo di copertura RC.
- Se il veicolo non assicurato venisse coinvolto in un sinistro, il Fondo di Garanzia vanterebbe il diritto di rivalersi per i danni pagati ai terzi danneggiati nei confronti del proprietario e, paradossalmente, anche nell’ipotesi che il mezzo sia rubato, poiché il proprietario, ribadiamolo, indipendentemente dalla volontà di farlo circolare, non ha adempiuto all’obbligo della copertura per la responsabilità civile verso terzi.
In Italia la materia è disciplinata dal Codice delle assicurazioni che prevede la possibilità per i proprietari di non assicurare o sospendere l'assicurazione dei veicoli non circolanti, a condizione che siano tenuti in un’area privata.
Nonostante questo bisogna chiarire che è indubbio che la sentenza della Corte Ue prevalga sull’ordinamento nazionale (e, in buona sostanza, valga di più  del Codice delle assicurazioni), con l’effetto che, tutti coloro che risultano proprietari di un veicolo (moto o auto) immatricolato, funzionante e fermo, potrebbero presto essere obbligati ad assicurarlo per tutto l’anno. Si sta attendendo infatti, una presa di posizione dello Stato Italiano, che chiarisca la questione. Per ora, dall’IVASS, nessuna indicazione, nonostante la sentenza, chiaramente, reciti: “(…) qualsiasi veicolo che non sia stato ritirato dalla circolazione, e che quindi risulta idoneo alla circolazione, deve risultare assicurato, anche se si trova inutilizzato e fermo in garage o in un terreno privato”.

 



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