Airbag per motociclisti: il nuovo sistema Autoliv copre testa e busto
Un nuovo brevetto di Autoliv mostra come potrebbero evolvere gli airbag per moto: un sistema sagomato che, una volta attivato, avvolge il pilota e amplia la protezione negli impatti frontali, laterali e disassati
Airbag da moto
Depositato da Autoliv, multinazionale svedese specializzata in sistemi di sicurezza per l’industria automobilistica, un nuovo brevetto mostra un’evoluzione del concetto di airbag per moto che punta a migliorare l’efficacia del sistema aumentando la superficie di protezione durante il gonfiaggio. Vediamo come dovrebbe funzionare
Come funziona il sistema
Esattamente come per gli altri airbag da moto, il principio di funzionamento del nuovo dispositivo brevettato da Autoliv è molto simile a quello degli airbag automobilistici. Una serie di sensori rileva l’impatto e attiva un generatore di gas che gonfia rapidamente il cuscino prima che il corpo del pilota raggiunga la zona d’urto. Durante la fase di sgonfiaggio l’airbag assorbe parte dell’energia dell’impatto, riducendo le forze trasmesse al pilota e quindi il rischio di lesioni. Non è, come accennato, un concetto del tutto nuovo anche in ambito motociclistico. Da circa vent’anni la Honda Gold Wing, l’unica moto di serie ad aver adottato un airbag integrato, utilizza un sistema basato sullo stesso principio. Ciò che distingue la nuova soluzione Autoliv è piuttosto la forma e la dimensione del cuscino.
Una struttura sagomata che avvolge il pilota
Nel nuovo brevetto il sistema appare più complesso. Il cuscino è formato da camere d’aria superiori e inferiori racchiuse in un unico involucro esterno realizzato con più pannelli di tessuto sagomato. Alcune cinghie (indicate nei disegni del brevetto con linee tratteggiate) servono a mantenerne la posizione e la struttura durante il gonfiaggio, mentre la forma è pensata per avvolgere il busto e la testa del pilota, con aperture nella zona delle braccia evitano che l’airbag interferisca con il controllo della moto.
Più facile da integrare su scooter e tourer
Come molte altre viste in precedenza, questa soluzione sembra particolarmente adatta a scooter, cruiser e moto da turismo, cioè ai modelli con posizione di guida eretta e con il pilota relativamente distante dal manubrio e dalla parte anteriore della moto. L’adozione su una sportiva è invece più complessa. La posizione di guida molto caricata sull’avantreno porta infatti la testa del pilota sopra la piastra superiore della forcella e più vicina al punto di impatto in caso di collisione frontale. In queste condizioni non solo lo spazio per l’airbag è minore, ma il sistema dovrebbe gonfiarsi ancora più rapidamente. Inoltre chi guida una sportiva tende a spostare il corpo nelle curve, rendendo più difficile progettare un airbag efficace indipendentemente dalla posizione del pilota.
Perché non si sono ancora diffusi
Se ne discute da anni. La tecnologia per far funzionare correttamente gli airbag sulle moto esiste da tempo: vent’anni di utilizzo sulla Gold Wing lo dimostrano. Nel frattempo i sistemi di sicurezza si sono evoluti molto. Allora perché non si sono diffusi su larga scala? I principali ostacoli sembrano essere costo e domanda. Molti motociclisti sono disposti a spendere cifre importanti per casco o abbigliamento tecnico, ma pagare un sovrapprezzo per un sistema che si spera di non dover mai utilizzare resta un punto critico. Una dinamica simile si era vista con l’ABS al momento della sua introduzione che, da optional poco considerato, è in breve diventato indispensabile (se non addirittura obbligatorio). Gli airbag integrati nelle moto seguiranno lo stesso percorso? È possibile. Molto dipenderà dalla volontà dei costruttori di spingere lo sviluppo e iniziare a offrire il sistema, almeno come optional, su un numero crescente di modelli.
In ogni caso, Autoliv non è certo l’unica al lavoro su questa tecnologia: Airbag per moto, in arrivo un sistema per tutti
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