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Addio a Peter Fonda, con Easy Rider fece sognare una generazione

L'attore è deceduto a causa di problemi respiratori dovuti al cancro ai polmoni con cui lottava da tempo. Simbolo di un'intera generazione, grazie a Easy Rider lui, Dennis Hopper e Jack Nicholson divennero i portavoce della cultura hippie degli anni 60 e tennero a battesimo il nuovo corso del cinema indipendente hollywoodiano

Addio a Peter Fonda, con Easy Rider fece sognare una generazione
Addio Wyatt
Peter Fonda è morto a 79 anni nella sua casa di Los Angeles. L'attore è deceduto a causa di gravi problemi respiratori dovuti al cancro ai polmoni con cui combatteva da tempo. Figlio d'arte, suo padre Henry fu una leggenda di Hollywood, Peter lasciò il segno non tanto per la sua carriera di attore (che comunque gli valse una nomination all'Oscar e un Golden Globe) ma perché nel 1969 ha avuto l'intuizione che cambiò letteralmente la storia del cinema. Con Easy Rider, di cui Fonda fu non solo attore protagonista ma sceneggiatore, lui, Dennis Hopper e Jack Nicholson portarono sullo schermo un on the road movie con alla base un'intuizione geniale: perché non raccontare attraverso un film il nuovo spirito che pervade molti giovani statunitensi, vogliosi di cambiare le cose ma immersi nello scenario vischioso di una guerra, quella del Vietnam, divenuta sempre più cruenta e insensata? 
Realizzato con poco meno di 400.000 dollari, il film incassò milioni, divenne un'icona ma soprattutto fu uno schiaffo (non solo morale) alla Hollywood dell'epoca. Hopper e Fonda mostrarono al mondo qualcosa di nuovo, due hippie a cavallo di un paio di chopper tra sesso droga e rock'n'roll. Decisamente troppo per un'America che in quegli anni stava elaborando la morte di Kennedy e di Martin Luther King e che stava iniziando a fare i conti, senza volerli fare davvero, con quei giovani capelloni che inneggiavano l'amore libero e protestavano contro l'inutile spedizione vietnamita. Il 1969 fu l'anno anche di Woodstock e non è assurdo pensare che Easy Rider e quel festival "senza pretese" che andò in scena in un campo rurale di Bethel, furono i veri motori di una rivoluzione culturale inarrestabile. 
Il successo di Easy Rider fu per Fonda e Hopper il punto più alto di una carriera che in seguito non raggiunse più vette altissime (Nicholson fu l'unico a salvarsi). Hollywood fece tesoro della rivoluzione portata dai due sceneggiatori ma non perdonò mai fino in fondo il coraggio di due ragazzi che con pochi dollari seppero dare "scacco matto" alle major. Spiegò a suo tempo Fonda: "Con Easy Rider travolgemmo ogni regola e scatenammo le ire degli studi, che odiavano me e Dennis Hopper. Solo Jack Nicholson se l'è cavata. A Hollywood pensavano che volessimo fare una rivoluzione: ci chiamavano giacobini. Il governo posso capirlo, ma perché Hollywood aveva tanta paura di noi? Certo, allora solo in certi film europei trovavo qualcosa di interessante. Ma per noi erano anni molto eccitanti".
Amore per la vita, coraggio e libertà, questo il senso di Easy Rider e queste le parole con cui la famiglia Fonda ha annunciato la morte di Peter: "È uno dei momenti più tristi delle nostra vita e non siamo in grado di trovare le parole adatte per descrivere il nostro dolore", questa la nota ufficiale che invita tutti i suoi fan "a celebrare il suo indomabile spirito e il suo amore per la vita. In onore di Peter, per favore brindate alla libertà".
Qui sotto il trailer de I Selvaggi (The Wild Angels), film bikexploitation del 1966 con Fonda come protagonista. Arrivato nelle sale tre anni prima di Easy Rider, è un piccolo cult per i cultori del genere ma soprattutto ebbe il merito di "seminare" in Fonda l'idea che tre anni dopo si concretizzò in Easy Rider, scusate se è poco.



 
 


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