Salta al contenuto principale

ACEM, mercato due ruote Europa: il primo semestre 2022 di nuovo in calo

Pur con qualche evidente e significativa differenza tra un paese e l’altro, il mercato delle due ruote a motore ha subito in tutta Europa un’ulteriore flessione dello 0,5%. Poca cosa, si direbbe, se non fosse che nei primi tre mesi dell’anno si era complessivamente cresciuti del 14,6%. Difficoltà di approvvigionamento, ritardi nella logistica e prezzi dell’energia hanno avuto un ruolo importante. Ecco i numeri ACEM
Mercato due ruote
Leggermente ripresosi a inizio 2022, il mercato delle due ruote ha subito in tutta Europa un’ulteriore flessione nel secondo trimestre: cosa che di fatto ha “bruciato” i buoni risultati registrati tra gennaio e marzo. 
Stando ai dati diffusi in queste ore dall'associazione europea dei costruttori (ACEM), complessivamente, il primo semestre 2022 ha chiuso infatti con 532.980 nuove immatricolazioni, corrispondenti ad un -0,5% rispetto allo stesso periodo 2021. Il calo riguarda in generale tutti i mercati dell’area europea, dalla Francia alla Germania, passando per Spagna, Italia e pure  Regno Unito. Paesi cioè che da soli rappresentano circa l’80% degli acquisti. Le cause della flessione, che non appare di così poco conto se confrontata alla crescita di inizio anno, possono essere attribuite a diversi fattori, tra cui le evidenti difficoltà di approvvigionamento dei componenti (quindi di produzione), ai ritardi nella logistica, fino - e non da ultimo - all’aumento dei prezzi dell’energia. Nel senso: la voglia di montare in sella rimane alta, ma le possibilità di farlo, per un motivo o per un altro, sempre più scarse. Per vederci più chiaro, guardiamo i numeri nel dettaglio.

Motocicli: un po’ si un po’ no
I numeri diffusi da ACEM dipingono una situazione “a macchia di leopardo”, specialmente per quanto riguarda i soli motocicli (moto e scooter). Da gennaio a giugno, solo Germania e Spagna hanno avuto risultati positivi, seppur contenuti: in Germania il primo semestre s’è chiuso con un +1,7% (pari cioè a 117.800 immatricolazioni totali tra moto e scooter), mentre la Spagna la crescita, più importante, è stata del +10,7% con 91.870 unità vendute. Male invece in Francia (108.000 unità, -6,4%), Regno Unito (532.980 e -0,5%) e Italia, dove le immatricolazioni totali hanno a stento raggiunto le 161.500 unità, pari cioè ad un -2,8%.

Ciclomotori, un po’ meglio
Qualcosa di meglio per i ciclomotori, pur cn qualche differenza da paese a paese. Da noi è andata tutto sommato bene, con un +10,3% e 11.756 immatricolazioni totali. Meglio ancora in Germania ( +40% e 19.675 unità) e Belgio (+14,8% e 15.400 unità), mentre sono calate in Francia, mercato principale, con un - 3,5% e 44.800 unità e in Olanda, con addirittura un -14,5%. Stazionaria la Spagna che sempre in termini di ciclomotori, segna un -0,2%) con circa 9.000 nuove immatricolazioni.

Elettrico: tutto sommato bene
A risollevare le sorti dei cinquantini ci hanno fortunatamente pensato i cugini elettrici che, almeno su suolo europeo, hanno di fatto trainato il mercato con circa 43.952 nuove immatricolazioni, pari a quasi un terzo delle vendite totali ed un +24,2%. Sul podio troviamo guarda caso l’Olanda, prima per immatricolazioni di scooter elettrici con 15.330 unità ed un  +16,3% rispetto al primo semestre 2021. Seguono al secondo e terzo posto Francia e Belgio con rispettivamente (13.360 (+43%) e 9.140 (+11,6%). Ben staccata ma in crescita l’Italia con un totale di 3.100 immatricolazioni pari ad un +36% Discorso analogo per i motocicli elettrici, che, almeno da noi, hanno “sbancato” con 6.078 vendite e un incremento del 136%. Seguono - sempre per quanto riguarda le moto a batteria -  Francia (4.815 e +154%), Germania (4.142, +149%) e Spagna (4.118 e +58%). Chiude il Regno Unito con 1.750 vendite e un incremento del 26%.
Leggi altro su:
Aggiungi un commento