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La SBK corre in Portogallo, tutti contro Bulega

È passato più di un mese dalla gara in Australia e gli avversari hanno avuto tempo per sviluppare le moto, ma vista la superiorità dimostrata dalla “Rossa” all’altro capo del mondo, non è il caso di aspettarsi grossi scossoni

Il mondiale Superbike torna in pista questo weekend per disputare la seconda prova del campionato in Portogallo, sulla pista di Portimao. Sarà l’occasione per un’altra cavalcata trionfale di Nicolò Bulega e la Ducati? È passato più di un mese dalla gara in Australia e gli avversari hanno avuto tempo per sviluppare le moto, ma vista la superiorità dimostrata dalla “Rossa” all’altro capo del mondo, non è il caso di aspettarsi grossi scossoni. Bulega è strafavorito e la caduta di cui è stato protagonista nel corso dei test sulla pista portoghese non dice nulla, sono cose che capitano. Conta molto di più il fatto che si sia detto già a proprio agio su quel tracciato, e che la moto abbia già raggiunto un ottimo grado di messa a punto. 

Il turco ci manca

Manca Toprak Razgatlıoğlu, passato in MotoGP, e per il momento sembra che nessuno abbia preso il posto dell’arci rivale di “Bulegas”. Classifica alla mano, il “nemico” più accreditato è Axel Bassani e fa piacere vedere che l’italiano e la Bimota sono saliti così tanto di livello: due secondi e un quarto posto sono un buon bottino che vale il secondo posto provvisorio in campionato, ora bisogna fare anche l’ultimo step. Philip Island ha portato tante sorprese e la più grossa è quella di Yari Montella, il gioiellino del team Barni salito sul podio con un bel secondo posto nella prima frazione e agguerrito come non mai, così come ha brillato Lorenzo Baldassarri, lui pure sul podio in Gara 1, terzo, con la moto del team GoEleven, anche se la sua prestazione è stato un po’ altalenante.

I protagonisti hanno “toppato”

L’Australia ha lasciato un po’ di amaro in bocca a quelli che erano attesi come protagonisti: ci si aspettava di trovare Miguel Oliveira e Danilo Petrucci un po’ più su dell’ottavo e 10º posto rispettivamente, invece la coppia della BMW sembra non aver ancora trovato il bandolo della matassa sulla S 1000 RR. Una moto che con Razgatlıoğlu volava ma senza di lui evidentemente è più spigolosa. Il tempo per lavorarci i tedeschi l’hanno avuto, scopriremo se lo hanno fatto nella direzione giusta. Rivedibile anche Iker Lecuona, compagno di squadra di Bulega sulla Ducati ufficiale: un quarto posto in Gara 1 in Australia la sua miglior prestazione. Con la “Rossa” può fare di più, è ai primi passi ma è anche un pilota di grande esperienza, non dovrebbe metterci molto tempo a trovare il feeling. Deve!

Spazio agli outsider?

E allora da chi si possono aspettare sorprese? Forse dal buon vecchio Bautista che con una moto privata continua a restare nelle posizioni che contano; oppure dai due gemelli Lowes anche se finora non hanno brillato né Sam, miglior risultato un quinto posto in Gara 1, né Alex il quale non è stato all’altezza del compagno di squadra Bassani. Magari dal grande Jonathan Rea, ritiratosi a fine 2025 ma di nuovo in pista sull’Honda H RC in sostituzione di Jake Dixon, infortunatosi al polso durante i test. Una menzione di incoraggiamento anche per Andrea Locatelli, primo dei piloti Yamaha ma solo 13º in campionato, miglior risultato un quinto posto in Gara 2.

Insomma, l’impressione è che le acque siano ancora confuse e molti debbano rivedere un po’ di cose perché i valori in campo sono ancora poco definiti e gli inseguitori, poco costanti nel rendimento, si sono divisi malamente i punti sparpagliandoli qua e là. E intanto Bulega e la Ducati hanno fatto bottino pieno guadagnando un vantaggio di 20 lunghezze in sole tre gare, e contano di continuare… 

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